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🐟 Pesce ago (Syngnathus acus)

Pesci · ordine Gasterosteiformes · famiglia Syngnathidae · in 9 aree protette
Pesce ago (Syngnathus acus)
Foto: Gervais et Boulart · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🐟 Pesci
Ordine
Gasterosteiformes
Famiglia
Syngnathidae
Genere
Syngnathus
Specie
Syngnathus acus
Nome italiano
Pesce ago
🌿 9 aree protette📍 2 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Il pesce ago (Syngnathus acus Linnaeus, 1758), è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Syngnathidae.

Distribuzione e habitat

Questa specie è diffusa nell'Atlantico orientale, dalla Norvegia, Isole Fær Øer e isole britanniche alla Guinea Bissau. È presente anche nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nel mar Baltico.

Vive in habitat costieri e di foce, spesso in presenza di praterie di alghe, Zostera o altre fanerogame marine. Si incontra anche in ambienti rocciosi, sabbiosi o ciottolosi. Può incontrarsi a profondità fino a 110 metri ma di solito non oltre i 15.

Descrizione

Come in tutti i pesci ago il corpo è molto allungato e sottile, con bocca piccola portata all'estremità di un muso tubolare. In S. acus il muso è decisamente lungo e sottile, con la lunghezza che è da 4 a 7 volte maggiore dell'altezza. Le regione occipitale della testa, ovvero la zona tra l'occhio e le pinne pettorali è rilevata e talvolta forma un angolo. Gli anelli ossei sul corpo tipici dei Syngnathidae sono in numero di 17-20 anteriori all'apertura anale e 38-42 posteriori alla stessa. La pinna dorsale è unica, è composta da 32-40 raggi ed è posta su 7-9 anelli; la sua origine è sul primo anello postanale o sull'ultimo preanale. La pinna caudale ha da 9 a 10 raggi.

La colorazione è variabilissima di solito a base bruna più o meno chiara ma può essere anche grigiastra, verdastra o rossiccia. Il corpo è costellato di macchiette chiare e scure e spesso una fila di macchie bianche sono allineate sulla parte ventrale-laterale del corpo. La pinna dorsale è trasparente punteggiata di scuro, la pinna caudale è bruno scura con il bordo più chiaro.

La lunghezza giunge eccezionalmente a 50 cm ma una misura più comune è intorno ai 35 cm. I maschi raggiungono misure maggiori.

Riproduzione

Come nella generalità dei Syngnathidae, le uova vengono incubate dal maschio in una borsa incubatrice ventrale. Il corteggiamento viene effettuato dalla femmina, in risposta il maschio effettua un movimento vibrante. Nella tasca incubatrice del maschio ci possono essere fino a 400 uova. Ogni uovo misura fra 1,82 e 1,98 mm e ha colore arancio a causa della presenza di numerose goccioline oleose. I maschi con le uova si trovano tutto l'anno ma soprattutto in inverno. La larva alla schiusa misura tra 24 e 28 mm e ha la testa piegata in basso.

Alimentazione

La dieta si basa su piccoli crostacei bentonici e planctonici come anfipodi, isopodi, ostracodi, copepodi, eufausiacei e misidi. Secondariamente può nutrirsi anche di molluschi bivalvi e uova e larve di pesci.

Predatori

È riportata in letteratura la predazione da parte di Platycephalus indicus, Acanthopagrus schlegeli, Chelidonichthys capensis e Chelidonichthys spinosus.

Pesca

La specie non viene pescata se non accidentalmente e non non ha alcun valore né alimentare né commerciale.

Conservazione

L'unica minaccia nota per S. acus è la degradazione dell'habitat, in specie le praterie di fanerogame marine costiere. Tuttavia questa fonte di minaccia non appare grave né in incremento per cui la IUCN lo classifica come "a rischio minimo".

Testo tratto dalla voce «Syngnathus acus» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 9 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Extra-Regio
Friuli-Venezia Giulia

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.