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🐦 Tarabuso (Botaurus stellaris)

Uccelli · ordine Pelecaniformes · famiglia Ardeidae · in 233 aree protette
Tarabuso (Botaurus stellaris)
Foto: Rijksmuseum · CC0 (pubblico dominio) · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🐦 Uccelli
Ordine
Pelecaniformes
Famiglia
Ardeidae
Genere
Botaurus
Specie
Botaurus stellaris
Nome italiano
Tarabuso
🛡️ Tutelata dalle direttive europee🌿 233 aree protette📍 15 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Il tarabuso (Botaurus stellaris (Linnaeus, 1758)) è un uccello appartenente alla famiglia degli Ardeidi.

Descrizione

Ha un peso medio di circa 1,2 kg e può raggiungere un'apertura alare superiore al metro; il becco è lungo 7 cm, il tarso è di 10 cm, la coda ha una lunghezza di 11 cm. Ha un piumaggio bruno, screziato di nero, estremamente mimetico negli habitat che frequenta.

Biologia

Il tarabuso è uno degli uccelli capaci di fare il booming, ovvero una vocalizzazione a bocca chiusa generata dal flusso d'aria che passa per i sacchi aeriferi. Si tratta di una specie molto schiva e mimetica, difficilissimo da individuare all'interno del canneto anche perché solitamente si muove molto lentamente. Quando è in caccia è più facile notarlo (nonostante tenti di mimetizzarsi con la vegetazione assumendo una postura eretta dal collo allungato con becco all'insù) in quanto si avvicina al bordo dell'acqua scrutando fermo alla ricerca di prede. Si ciba prevalentemente di pesci, anfibi, insetti e crostacei acquatici. Sembra che ogni tanto non disdegni anche piccoli mammiferi e addirittura anche altri uccelli.

Nidifica in canneti e nelle vasche di risaia, purché le piante di riso siano adeguatamente cresciute. Il nido può essere riutilizzato dalla coppia nidificante anche per più anni.

Distribuzione e habitat

Ha un ampio areale che si estende in Europa, Asia e Africa.

Alcune popolazioni europee sono stanziali, mentre quelle più settentrionali e orientali dell'Asia svernano nel Mediterraneo, in Asia meridionale e in Africa. In Italia è diffuso soprattutto nelle regioni centro-settentrionali, dall'Umbria fino al Friuli-Venezia Giulia. I principali siti di svernamento sono i Laghi di Mantova e i Laghi Briantei (Lombardia), le lagune di Grado, Marano e Panzano, (Friuli-Venezia Giulia), la parte centro orientale della pianura bolognese (Medicina e Molinella), le valli di Comacchio e del Mezzano, la Bassa modenese (Emilia-Romagna), i Laghi Reatini, la palude di Colfiorito, la Maremma Grossetana (Toscana), il Lago del Matese (Campania) e il Biviere di Lentini (Sicilia).

Il tarabuso predilige zone umide d'acqua dolce, con fondali poco profondi, caratterizzate da canneti e giuncheti intercalati a spazi aperti; localmente anche in ambienti di risaia (Piemonte, Lombardia occidentale); più diffuso tra 0 e 100 m s.l.m.

Tassonomia

Da notare nel tassobox qui a destra, che l'Ordine di referenza è 'Ciconiiformes', mentre nella versione inglese di Wikipedia, la famiglia 'Ardeidae' è classificata nel'Ordine dei 'Pelecaniformes'.

Sono note due sottospecie:

Botaurus stellaris stellaris (Linnaeus, 1758) - diffusa in Europa e Asia

Botaurus stellaris capensis (Schlegel, 1863) - diffusa in Africa

Conservazione

Sebbene non sia una specie in diminuzione o comunque a rischio estinzione, in Italia vi sono nemmeno un centinaio di coppie riproducenti (50-70 secondo la stima del 2004). Attualmente non si conosce né il numero esatto di coppie né la popolazione residente o svernante in Italia (grazie anche alla difficoltà di scovare gli esemplari). Resta comunque una specie protetta che va tutelata preservando il suo habitat: le aree umide e i canneti.

Nella cultura di massa

Questo uccello era relativamente diffuso in Sardegna prima che venissero bonificate le paludi ivi presenti, dove era definito con il nome locale di boi forraiu (letteralmente bue fornaio) a causa del richiamo cupo e cavernoso. Proprio per via della voce terrificante, interpretata come la voce dei morti dall'oltretomba, questo animale era temuto e considerato foriero di sventure.

Viene citato nel famoso libro di Arthur Conan Doyle "Il mastino dei Baskerville" in cui il botanico ipotizza che uno strano verso sentito nella brughiera sia del tarabuso.

Testo tratto dalla voce «Botaurus stellaris» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 233 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Emilia-Romagna
Extra-Regio
Friuli-Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Piemonte
Provincia Autonoma Bolzano
Provincia Autonoma Trento
Sardegna
Sicilia
Toscana
Valle-Aosta
Veneto

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.