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🐸 Tinche (Tinca tinca)

Anfibi · ordine Cypriniformes · famiglia Cyprinidae · in 60 aree protette
🐸
Nessuna foto in pubblico dominio disponibile

Classificazione

Gruppo
🐸 Anfibi
Ordine
Cypriniformes
Famiglia
Cyprinidae
Genere
Tinca
Specie
Tinca tinca
Nome italiano
Tinche
🌿 60 aree protette📍 6 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

La tinca (Tinca tinca (Linnaeus, 1758)) è un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia Tincidae Jordan, 1878, nonché suo unico esponente.

Descrizione

La tinca ha un corpo tozzo, coperto da piccole scaglie, con grosse pinne carnose. La livrea è verdastra sul dorso, più chiara e tendente al giallo nella zona ventrale. Le pinne sono verde-brune. Gli occhi sono rossi.

Solitamente raggiunge i 30–50 cm di lunghezza per 6 kg di peso, anche se sono registrate (non in Italia) tinche lunghe fino a 84 cm.

Alimentazione

Pesce onnivoro, si nutre di organismi bentonici e vegetali, soprattutto in orari notturni.

Riproduzione

Il periodo di fregola avviene tra la primavera e l'estate, quando le tinche si spostano verso acque basse riccamente coperte di vegetazione acquatica.

L'accoppiamento avviene in più momenti (fino a 2 mesi), poiché la femmina produce centinaia di migliaia di uova (fino a 600.000 per kg di peso) che il maschio feconda esternamente.

La schiusa avviene dopo 5-6 giorni e le piccole larve sono provviste di un organo adesivo grazie al quale rimangono attaccate alle foglie delle piante acquatiche fino a quando il sacco vitellino si sarà riassorbito.

La maturità sessuale avviene a quattro anni per i maschi e a due per le femmine.

Distribuzione e habitat

È diffusa in tutte le acque dolci europee (arcipelago britannico compreso) a corso lento: laghi, fiumi, canali, stagni. La sua presenza è documentata anche nei fiumi della Siberia, così come nel lago Bajkal. In Italia la specie è sicuramente nativa in pianura padana e nel distretto tosco-laziale, mentre la sua presenza al Meridione e sulle isole è probabilmente dovuta a ripetuti spostamenti da parte dell'uomo, che sono iniziati già a partire dall'epoca antica.

Predilige fondi melmosi o ricoperti di vegetazione. Sopravvive anche in ambienti poveri di ossigeno. In inverno non si nutre, muovendosi lo stretto indispensabile, seppellendosi parzialmente nella melma di fondali fangosi.

Negli ultimi anni si è notata in Italia una contrazione della specie, concomitante alla diffusione di specie alloctone, quali il carassio, il pesce gatto e il pesce siluro.

Pesca

È un pesce dalle carni apprezzate, preda di pescatori sportivi e non, nonché oggetto di allevamento in acquacoltura. Il sapore è molto influenzato dall'ambiente in cui vive.

Per pescarla vengono impiegate canne bolognesi, fisse e da fondo, con montature medio-pesanti.

Le esche sono simili a quelle in uso per la carpa, anche se sono maggiormente apprezzate quelle di origine animale quali il lombrico ed il bigattino.

Utilizzi

La tinca è un pesce utilizzato per l'alimentazione umana. Tra le varietà più pregiate può essere segnalata la Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino. Aspetto negativo delle sue carni è una certa presenza di lische, che ne riducono il pregio.

Testo tratto dalla voce «Tinca tinca» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 60 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Emilia-Romagna
Extra-Regio
Friuli-Venezia Giulia
Lombardia
Piemonte
Umbria

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.