🏞️ L'ambiente
Lago laminare in fase di senescenza al cui interno si trovano anche tre isole (Maggiore, Minore e Polvese). Il Trasimeno, con i suoi 126 Kmq è il più grande lago dell'Italia peninsulare ed il quarto italiano. La sua origine è dovuta allo scodellamento delle acque dell'antico bacino lacustre della Valdichiana in quello del Trasimeno, avvenuto in seguito a movimenti tettonici inerenti l'ultima fase dell'orogenesi appenninica. Presenta un emissario ed un immissario artificiali ed un bacino imbrifero di appena 270 Kmq. Gli habitat segnalati con codice sono attribuiti alla classe Charetea fragilis (3140); alle associazioni di idrofite natanti e sommerso Hydrocharitetum morsus ranae, Lemnetum minoris, Lemnetum gibbae, Lemno-Spyrodeletum polyrrhizae, Salvinio-Spirodeletum polyrrhizae, Riccietum fluitantis, Potamogetonetum lucentis nymphaetosum e Potamogeto-Ceratophylletum demersii (3150); all'associazione dei prati umidi e palustri Holoschoenetum (6420). Inoltre, nel sito sono presenti le associazioni elofitiche Phragmitetum australis, Typhetum angustifoliae, Scirpetum maritimi, Scirpetum lacustris; e quella dei prati umidi Caricetum ripariae. Sulle isole, oltre ai pascoli terofitici a Trifolium cherleri (6220), sono diffuse leccete dell'associazione Orno-Quercetum ilicis e Viburno-Quercetum ilicis (9340). Di particolare interesse ecologico, biologico e naturalistico sono gli aggallati caratterizzati da Carex pseudocyperus ed inquadrati nell'associazione Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi. Si segnala l'accertata estinzione del Rutilus rubilio.
⭐ Perché è importante
Area di eccezionale valore geobotanico (per numero e rarità delle entità floristiche e delle associazioni vegetali) e naturalistico (per il buono stato di conservazione dell'ambiente). In particolare, assumono rilievo: i vasti canneti, che orlano gran parte delle sponde; la ricca vegetazione idrofitica natante e sommersa, composta da oltre 15 associazioni vegetali; la presenza di aggallati del Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi, presente solo in pochi laghi dell'Italia centrale; i boschi a Quercus ilex con Quercus cerris, sviluppati su substrati non carbonatici, che vicariano le leccete con Ostrya carpinifolia diffuse sui calcari dell'Appennino umbro-marchigiano. Di notevole pregio è anche la flora del lago e delle isole che, tra le specie più interessanti annovera: Ranunculus lingua, Hydrocotyle vulgaris, Dracunculus vulgaris (rarissime a livello nazionale); Utricularia vulgaris, Utricularia minor, Azolla filiculoides, Gnafalium luteo-album, Trifolium soffocatum ed Elatine alsinastrum (rare a livello nazionale), Nymphaea alba, Salvinia natans, Iris pseudacorus, Spirodela polyrrhiza e Lemna trisulca (rare o minacciate a livello regionale). Tra la fauna, oltre alla numerosissima ornitofauna acquatica, da segnalare anche Ferrissia wautieri (rara), Potamon fluviatile fluviatile (in via di progressiva rarefazione), fra i Tricotteri Agrypnia varia, Ceraclea fulva, Glyphotaelius pellucidus, Oecetis lacustris (specie rare), Leuciscus cephalus (specie autoctona), Triturus vulgaris meridionalis (specie vulnerabile) e la Talpa sp. (importante in Umbria per la fascia di sovrapposizione di areale tra la Talpa romana e la Talpa europaea).
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.