🏞️ L'ambiente
Area con paleosuoli lisciviati, acidificati e mineralizzati, dove gli habitat segnalati con codice sono riferiti a: Serapio-Isoetetum histricis (3170), Molinio-Arrhenatheretea (6420), Tuberario lignosae-Callunetum e Danthonio-Callunetum, Hieracio racemosi-Quercetum petraeae (9190).
⭐ Perché è importante
Il sito racchiude uno degli ultimi lembi di bosco planiziale acidofilo dell'Umbria e dell' Italia centrale. Questa cenosi, inquadrabile nel Quercion robori-petraeae è tipica dell'Europa centrale ed in Umbria si trova al limite meridonale del suo areale, assumendo quindi un grande valore fitogeografico. A ciò si aggiunge il fatto che le cenosi di sostituzione (brughiere a Calluna vulgaris, aggruppamenti a Molinia caerulea, stagni temporanei a Isoetes hystrix) presentano affinità floristiche con il mondo mediterraneo, costituendo nell'insieme un complesso vegetazionale unico. Notevole anche l'importanza floristica dell'area per la presenza di specie: rare o rarissime a livello nazionale (Tuberaria lignosa, Radiola linoides, Cicendia filiformis, Genista pilosa, Physospermum cornubiense e Anagallis minima); rare a livello regionale (Malus florentina, Quercus robur, Ranunculus paludosus, Baldellia ranunculoides e Isoetes hystrix); di particolare interesse fitogeografico (Calluna vulgaris). Tra la fauna da segnalare anche Buteo buteo, Sylvia melanocephala (specie poco comuni)
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.