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🐦 Rampichino alpestre (Certhia familiaris)

Uccelli · ordine Passeriformes · famiglia Certhiidae · in 106 aree protette
Rampichino alpestre (Certhia familiaris)
Foto: Лариса Артемьева · CC0 (pubblico dominio) · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🐦 Uccelli
Ordine
Passeriformes (passeriformi)
Famiglia
Certhiidae
Genere
Certhia
Specie
Certhia familiaris
Nome italiano
Rampichino alpestre
🛡️ Tutelata dalle direttive europee🌿 106 aree protette📍 9 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Il rampichino alpestre (Certhia familiaris Linnaeus, 1758) è un uccello passeriforme della famiglia Certhiidae.

Etimologia

Il nome scientifico della specie, familiaris, significa "familiare" in latino ed è legato al fatto che si tratta della specie tipo del genere Certhia.

Dimensioni

Misura 12,5 cm di lunghezza, per 7,8-10 g di peso.

Aspetto

Si tratta di uccelletti dall'aspetto paffuto e arrotondato, muniti di grossa testa piriforme (arrotondata sulla nuca e allungata nel senso del becco) che sembra incassata direttamente nel torso, becco piuttosto lungo e sottile incurvato verso il basso, ali appuntite, coda squadrata piuttosto lunga e dalle penne rigide e forti zampe dalle lunghe dita artigliate: nel complesso, il rampichino alpestre è molto simile al rampichino comune, rispetto al quale presenta unghie (soprattutto la posteriore) più lunghe, colorazione ventrale più opaca, coda e remiganti più chiare.

Il piumaggio è sobrio e mimetico. Fronte, vertice, dorso e ali sono di colore bruno con variegature beige e biancastre, somiglianti alle screziature della corteccia sulla quale questi animali sono soliti muoversi: copritrici e remiganti sono di colore bruno scuro (così come l'area scapolare, che è però screziata di bianco) con punta orlata di bruno-nocciola tendente al dorato. Il sopracciglio è grigio-biancastro, mentre ai lati del becco parte una banda bruna che si congiunge al bruno della nuca attraversando gli occhi e le guance, a formare una mascherina: gola, petto, ventre e sottocoda sono di colore bianco-grigiastro, mentre la coda è dello stesso bruno delle ali.

Sussiste una certa variabilità intraspecifica nella tonalità della colorazione, con una tendenza ad aumentare la saturazione della colorazione dorsale (soprattutto su fronte e vertice) dal centro nord agli estremi orientali e occidentali dell'areale.

Il becco presenta mandibola superiore nerastra e mandibola inferiore di color grigio-rosato: gli occhi sono di colore bruno scuro, mentre le zampe sono di color carnicino.

Biologia

Il rampichino alpestre è un uccelletto dalle abitudini diurne, che vive in genere da solo, passando la maggior parte della giornata saltellando attorno ai tronchi e i rami degli alberi seguendo caratteristici percorsi elicoidali, utilizzando le forti zampe con lunghe dita per trattenersi al tronco (con gli artigli ricurvi che funzionano come veri e propri ramponi) e la coda rigida per tenersi appoggiato ai tronchi in posizione verticale. Sul far della sera i rampichini si ritirano in tane ricavate da cavità dei tronchi o della corteccia, dove specialmente durante le notti più fredde possono ammassarsi fino a una dozzina di esemplari, che poi si separano il mattino seguente.

Il canto di questi uccelli è acuto e pigolante, costituito dalla stessa nota ripetuta tre volte per periodi più o meno prolungati.

Alimentazione

Il rampichino alpestre è un uccello essenzialmente insettivoro, che si nutre di insetti, larve, ragni ed altri piccoli invertebrati, rinvenuti ispezionando col becco le spaccature e le fessure della corteccia: durante i mesi invernali, questi uccelli possono inoltre cibarsi di pinoli.

Generalmente il cibo viene cercato fra gli alberi, coi maschi che ispezionano la parte più bassa della pianta e le femmine che reperiscono il cibo nella chioma: i rampichini possono però percorrere alla ricerca di cibo anche muri, rocce o scendere al suolo, sondando il terreno nudo o i depositi di aghi di pino.

Riproduzione

Si tratta di uccelli monogami, la cui stagione riproduttiva va da marzo a giugno (in Giappone è sfasata di un mese, cominciando in maggio e terminando in luglio): durante questo periodo viene generalmente portata avanti una singola covata, sebbene circa un quinto delle coppie (soprattutto nelle porzioni occidentale e meridionale dell'areale) tenti di portare avanti una seconda nidiata.

Il nido viene costruito nelle cavità dei tronchi degli alberi e nelle fessure della corteccia, sotto i pezzi di quest'ultima che si stanno staccando. Per costruire il nido, i rampichini alpestri tendono a evitare le conifere (sebbene, quando presente, questi uccelli privilegino l'introdotta wellingtonia, in virtù della sua corteccia relativamente morbida e facile da scavare), accettando in questo caso di buon grado le cassette-nido artificiali: talvolta, questi uccelli costruiscono il nido nelle spaccature della roccia o in cavità dei muri.

Il nido è a forma di coppa, costruito intrecciando grossolanamente rametti sottili, pezzetti di corteccia e aghi di pino e foderando l'interno con materiale soffice come piumino, muschio, licheni e ragnatela: al suo interno la femmina depone 3-6 uova di colore biancastro con rada maculatura rosata al polo ottuso, che provvede a covare da sola (imbeccata dal maschio, che rimane sempre nei pressi) per 13-17 giorni, al termine dei quali schiudono pulli ciechi ed implumi.

I nidiacei vengono imbeccati da ambedue i genitori ma accuditi dalla sola femmina, involandosi a 15-17 giorni dalla schiusa: dopo l'involo, tuttavia, essi continuano a fare ritorno al nido per la notte e a seguire i genitori nei loro spostamenti, prima di allontanarsene definitivamente.

La specie presenta un tasso di sopravvivenza annuo del 47,7%, con una speranza di vita che può sfiorare i 9 anni.

Distribuzione e habitat

Il rampichino alpestre occupa un areale piuttosto vasto, che comprende una vasta porzione dell'Eurasia, dalla penisola iberica al Giappone attraverso i Pirenei, il Massiccio Centrale, l'arco alpino, gli Appennini, la Corsica, l'Illiria, l'Europa centrale e Europa orientale, il Caucaso, le aree costiere del golfo di Botnia, la Siberia, il Tian Shan e il Pamir, il nord della Mongolia, la Manciuria a nord fino al golfo della Uda, Sakhalin; lo si trova anche in Cina centro-settentrionale e nelle isole britanniche (pur mancando dalle Orcadi, dalle Shetland e dalle Scilly). In Italia, il rampichino alpestre è presente nelle aree pedemontane di Alpi e Appennini, a sud fino all'Abruzzo.

Residente in gran parte del proprio areale, alcune delle popolazioni russe migrano verso sud-est durante i mesi più freddi, svernando in Kazakistan nord-occidentale e Mongolia orientale, mentre le popolazioni montane possono scendere di quota durante l'inverno.

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dai boschi e dalle foreste ben maturi, preferibilmente primari, con presenza di grossi alberi o prevalenza di specie che tendono a presentare spaccature e screpolature nella corteccia: dove il rampichino alpestre vive in simpatria col rampichino comune, esso tende a frequentare le pinete e i boschi di conifere (soprattutto a prevalenza di pecci e abeti) per evitare la competizione interspecifica, mentre dove tale convivenza manca esso è diffuso anche nei boschi misti e a prevalenza di latifoglie.

La specie è osservabile fino a oltre 2000 m di quota: tuttavia, il rampichino alpestre si riproduce solo nelle aree dove l'isoterma di luglio va dai 14 ai 24° C, sicché, specialmente nel sud del proprio areale, questi uccelli tendono a salire di quota per nidificare.

Tassonomia

Se ne riconoscono dieci sottospecie:

Certhia familiaris britannica Ridgway, 1882 - endemica delle isole britanniche;

Certhia familiaris macrodactyla Brehm, 1831 - diffusa in Europa centrale, dall'Oder alla Cordigliera Cantabrica, Italia compresa;

Certhia familiaris corsa Hartert, 1905 - endemica della Corsica;

Certhia familiaris familiaris Linnaeus, 1758 - la sottospecie nominale, diffusa dalla Polonia all'Enisej attraverso Fennoscandia e penisola balcanica;

Certhia familiaris daurica Domaniewski, 1922 - diffusa dalla Siberia centrale al mare di Okhotsk, alle Curili, a Sakhalin e a Hokkaidō, oltre che in Manciuria, Corea del Nord e Cina nord-orientale (fino alle porte di Pechino);

Certhia familiaris caucasica Buturlin, 1907 - diffusa in Crimea, nel Caucaso (Georgia, Armenia, Azerbaigian) e nel nord della Turchia;

Certhia familiaris persica Zarudny & Loudon, 1905 - diffusa dal sud-est dell'Azerbaigian al Golestan, lungo le coste meridionali del Mar Caspio e i monti Elburz;

Certhia familiaris bianchii Hartert, 1905 - endemica del nord della Cina (Qinghai orientale, Gansu occidentale, Shaanxi e Shanxi);

Certhia familiaris tianschanica Hartert, 1905 - diffusa in Turkestan (dal Kazakistan sud-orientale e Kirghizistan all'Uiguristan orientale, nei pressi di Hami);

Certhia familiaris japonica Hartert, 1897 - endemica di Honshū, Kyūshū e Shikoku;

Alcuni autori riconoscerebbero inoltre le sottospecie kurilensis delle isole Curili, rossica della Siberia occidentale e orientalis del territorio del Litorale (sinonimizzate con daurica), mentre altri accorperebbero tianschanica e persica alla nominale: le sottospecie hodgsoni, khamensis e mandellii sono state classificate come specie a sé stante col nome di Certhia hodgsoni.

La sottospecie corsa, seppur quasi indistinguibile morfologicamente dalle altre, a livello genetico ha mostrato di rappresentare, assieme a caucasica, l'ultimo rappresentante esistente di una prima ondata di colonizzazione dei rampichini alpestri in Europa, poi scomparso da questo ambiente, che è stato ricolonizzato successivamente da nuove popolazioni sempre di origine asiatica.

Testo tratto dalla voce «Certhia familiaris» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 106 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Emilia-Romagna
Friuli-Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Piemonte
Provincia Autonoma Trento
Toscana
Veneto

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.