🏞️ L'ambiente
Questo sito comprende una vasta zona montuosa con substrati sia silicei che calcarei e calcareo-dolomitici. Esso include la cima montuosa più alta del Friuli Venezia Giulia (Monte Coglians, 2780 m) e il maggior rilievo siliceo (Giogaia dei Monti Fleons, 2520 m). Il sito è importante per numerosi habitat molto significativi perché rappresenta il punto di maggior concentrazione di ecosistemi e specie endalpici. La contemporanea presenza di rocce carbonatiche e silicee è la principale ragione della ricchezza floristica dell'area, che viene popolata da rappresentanti di ambedue le flore a specializzazione edafica. Vi è un'alta concentrazione di specie rare o al limite del loro areale di distribuzione quali: Asplenium septentrionale, Astragalus alpinus, Astragalus australis, Anemone baldensis, Artemisia genipi, Pedicularis hacquetii, Pedicularis recutita, Pedicularis rostrato-spicata, Pulsatilla apiifolia, Lomatogonium carinthiacum, Sibbaldia procumbens, Tozzia alpina, Draba siliquosa, Draba fladnizensis, Draba dubia, Ranunculus glacialis, Ranunculus parnassifolius (una delle due uniche località regionali), Ranunculus seguieri, Carex curvula, Blechnum spicant, Crepis pontana e Carex paupercula ssp. irrigua. In questa area vi è la più elevata concentrazione del contingente artico-alpino, rappresentato da specie quali: Lloydia serotina, Eriophorum scheuchzeri, Salix herbacea, Oxyria digyna, Woodsia alpina e Ligusticum mutellinoides. Vi si trovano vegetazioni litofile e glareicole sia su substrati calcarei che acidi. Vaste superfici sono occupate da pascoli e praterie calcifile, da pascoli a Nardus stricta sotto i 1500 m, da nardeti ipsofili, da brughiere subalpine ed alpine e da boscaglie ad ontano verde. Per quanto riguarda le cenosi boschive vi si trovano la faggeta acidofila, la faggeta altimontana a dentarie, le peccete montane primarie, la pecceta subalpina, begli esempi di pecceta montana extrazonale di inversione termica, le mughete di quota su substrati acidofili e su calcare e vaste brughiere sia basifile che acidofile. Il sito è anche caratterizzato da laghetti e da aree semipianeggianti con torbiere montane e subalpine. Sono presenti, inoltre, estese superfici a boscaglia di ontano verde e boschi ad abete bianco in ottime condizioni. I cambiamenti socio-economici hanno portato all'abbandono di vaste superfici a pascolo che oggi sono in forte dinamica.
⭐ Perché è importante
Il sito concentra alcuni degli habitat alpini e subalpini più importanti della Regione; sono presenti gli unici veri ghiaioni silicei a livello regionale. Vi sono inoltre incluse alcune delle zone umide subalpine più estese della regione. Tra le specie più importanti vi sono Cypripedium calceolus e alcune residue popolazioni di Eryngium alpinum. Nel sito è presente l'unica stazione regionale di Lysimachia nemorum e una popolazione della rarissima Wulfenia carinthiaca oltre che la rara Comarum palustre. Si tratta anche di un?area alpina molto ampia con buona consistenza e ricchezza di specie ornitiche. Sono presenti, anche grazie all'ampiezza dell'area e la diversità dei biotopi, tutte le principali specie tipiche alpine. Si segnalano in particolare per la relativa frequenza Aquila chrysaetus, Dryocopus martius, Picus canus, Glaucidium passerinum ed Aegolius funereus. La zona è particolarmente significativa per l'estensione delle praterie d'altitudine frequentate da Tetrao tetrix, con densità potenzialmente molto elevate, nonché da varie specie di passeriformi tipici di ambienti aperti (Anthus spinoletta, Anthus trivialis, Alauda arvensis, Lullula arborea, Saxicola rubetra, Oenanthe oenanthe). Negli ambienti rocciosi si segnala la nidificazione di Tichodroma muraria, Pyrrhocorax graculus, Montifringilla nivalis. Nell'area sono presenti Rupicapra rupicapra, Capreolus capreolus e Cervus elaphus e negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di Sus scrofa. Nella zona sono segnalate alcune popolazioni di Iberolacerta horvathi e di Arvicola terrestris scherman. Quest'ultima forma fossoria e terricola è nota soltanto di nove località italiane, tutte regionali. Inoltre nella zona vivono cospicue popolazioni di Salamandra a. atra e di Martes martes. Ursus arctos e Lynx lynx sono segnalate abbastanza frequentemente, mentre la presenza di Felis s. silvestris nella zona è per ora segnalata da un unico reperto raccolto sotto Passo di M.te Croce Carnico. Nella zona sono presenti diffuse popolazioni di Lepus timidus varronis, mentre in quest?area la presenza di Vespertilio murinus è stata per ora accertata soltanto per Passo Pramollo. Vipera ammodytes nell?area è molto rara e localizzata e la lucertola vivipara è presente sia con la forma meridionale ovipara Z. v. carniolica, sia con la forma settentrionale ovovivipara Z. v. vivipara. Helix pomatia è presente nell?area.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.