🏞️ L'ambiente
Vallone mediterraneo fortemente incassato. Le peculiarità microclimatiche e geomorfologiche del sito lo rendono particolarmente idoneo come sito di rifugio per diverse specie a carattere relittuale.
La Fiumara Brattirò, orientata in direzione est-ovest, rappresenta il principale corso d'acqua (12 km di estensione) che si sviluppa dalle pendici nord-occidentali del rilievo di monte Poro e sfocia lungo la costa tirrenica, a circa 3 Km a nord della punta di Capo Vaticano, delimitando così il confine naturale tra la spiaggia del Tuono a sud e quella di Torre Marina a nord.
L'asta fluviale si ricongiunge alla quota di 171 m slm a un affluente di sinistra, per costituire la fiumara della Ruffa, che giunge al mare.
Il carattere torrentizio e impetuoso delle acque di piena invernale ha scavato una caratteristica vallata a V, con pendii ripidissimi fino ad un centinaio di metri di dislivello.
La fiumara Ruffa scorre su una base geologica costituita da un basamento granitico intensamente alterato coperto da una successione sedimentaria di arenarie mioceniche (Messiniano).
La vegetazione potenziale è rappresentata dalla lecceta, che trova il suo optimum sulle superfici inclinate e povere di suoli, favorita dall'apporto di aria umida proveniente dal mare. Si tratta di una lecceta caratteristica dei substrati acidi in cui sono frequenti specie come l'erica arborea, il corbezzolo, i cisti, ecc. I ripidi fianchi della valle sono caratterizzati da condizioni microclimatiche differenti a causa della particolare morfologia della valle, stretta e profonda con ripide pareti subverticali, aperta verso il mare in modo da favorire l'accumulo di aria umida. Queste caratteristiche determinano anche una differenziazione della vegetazione e una cosiddetta inversione delle fasce per cui, procedendo verso valle, ai boschi tipicamente mediterranei subentrano boschi mesofili di nocciolo, castagno e altre specie decidue (Ostrya carpinifolia, Carpinus betulus, Fraxinus ornus, ecc.) favorite dalla maggiore disponibilità di umidità atmosferica. Questi boschi formano una fascia continua che caratterizza i fianchi del vallone ed entra in contatto con il bosco igrofilo in basso e con i querceti mediterranei in alto. Il sottobosco è ricco di specie nemorali quali Hedera helix, Vinca major, Acanthus mollis, Helleborus bocconei, ecc. Queste formazioni sono tipiche degli ambienti di forra e sono piuttosto rari nel territorio provinciale.
Il fondovalle è caratterizzato da vegetazione igrofila tipica dei corsi d'acqua incassati e delle pareti rocciose stillicidiose, dove trovano il loro habitat ideale le popolazioni di Woodwardia radicans e molte altre specie di interesse fitogeografico e conservazionistico. Tra le specie arboree dominano Alnus glutinosa, Fraxinus excelsior, Laurus nobilis, Fraxinus ornus, Ulmus glabra. Nei tratti più aperti prevalgono pioppi e salici (Populus alba, Populus nigra, Salix alba).
Alcuni tratti del corso d'acqua sono incassati in pareti rocciose subverticali ricoperte da una vegetazione igrofila casmofitica. In questi ambienti Woodwardia radicans è abbondante e si associa ad Hedera helix, Adiantum capillis-veneris, Polysticum setiferum, Phyllitis scolopendrium, e numerose specie di muschi ed epatiche. Le particolari caratteristiche microclimatiche di questo tipo di habitat dipendono strettamente dall'elevata umidità atmosferica, dall'intensa ombreggiatura apportata dalle fronde degli alberi dei pendii sovrastanti e dai continui stillicidi che garantiscono un'abbondante disponibilità idrica.
⭐ Perché è importante
La popolazione di di Woodwardia radicans presente nel sito è una delle più ricche d?Italia (ca. 800 individui). La specie è inclusa nel Libro Rosso delle Piante d?Italia e negli allegati della direttiva Habitat come specie di interesse comunitario. Habitat di forra ben conservati. Presenza significativa di specie relitte.
Tagli recenti che hanno interessato il bosco di forra e il bosco igrofilo hanno provocato la drastica riduzione della popolazione di Woodwardia radicans da ca. 1300 individui censiti nel 2003 (Gangale & Uzunov, 2007) a ca. 840 censiti nel 2008 (dati ined.).
L?accesso al vallone con mezzi cingolati ha provocato in alcuni settori la distruzione della boscaglia ripariale e di alcuni nuclei di Woodwardia radicans, e il taglio del bosco ha favorito il proliferare di infestanti quali Robinia pseudoacacia e Rubus, provocando una preoccupante alterazione dell?ecosistema di forra.
Il taglio ripetuto del bosco e gli incendi sono anche causa di instabilità dei versanti e di frequenti frane.
La popolazione di Woodwardia radicans è anche minacciata dal pericolo di raccolte indiscriminate e calpestio eccessivo nel caso di fruizione incontrollata.
Sono presenti alcune specie vegetali rare incluse nella Lista Rossa Regionale (Carex depauperata Good., Phyllitis scolopendrium (L.) Newman, Equisetum palustre L., Euphorbia corallioides L.)
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.