🏞️ L'ambiente
il sito è attraversato da due torrenti, entrambi tributari dell'Ofanto: il Vallone Ciraso a Nord dell'area e il torrente Refezzella a Sud della stessa.
⭐ Perché è importante
Sito di eccezionale interesse per la presenza del lepidottero Acanthobrahmea europaea Htg. (segnalata nella tabella 3.3), specie nota alla scienza solo dal 1963. Il sito, infatti, fu il luogo della più abbondante cattura di Acanthobrahmaea europaea nel 1963 e negli anni appena successivi alla sua scoperta da parte del Conte altoatesino Federico Hartig. La falena non è un semplice endemismo ma è considerata fossile vivente. Allo scopo di proteggere il lepidottero, fu istituita, l'11 settembre 1971 con Decreto del Ministero dell'Agricoltura, la Riserva Naturale Orientata "Grotticelle", primo caso al mondo di un'area protetta per difendere un insetto. Una falena, relitto miocenico, a cui l'entomologia italiana e internazionale ha dedicato numerosi studi e riconoscimenti. Vi è inoltre da aggiungere che la collina di Grotticelle è interessante anche dal punto di vista storico per la presenza di un castello precedente a quelli di Melfi e Lagopesole. Infine, l'area SIC di Grotticelle, si sovrappone, parzialmente, ad una importante area IBA, quella della fiumara di Atella.
Tra le specie vegetali, oltre agli endemismi e alle specie presenti negli elenchi di convenzioni internazionali (tabella 3.3) sono da segnale alcune specie protette ai sensi del D.P.G.R. della Regione Basilicata 18/03/2005, n. 55: Fraxinus angustifolia (= oxycarpa Bieb.) e Quercus pubescens inserite nell'art. 3 (specie a protezione limitata) e Lilium bulbiferum L. subsp. croceum Baker e Ilex aquifolium L. inserite nell'art. 4. Meritevole di menzione anche Colchicum lusitanum Brot. non ancora descritta per la Basilicata.
Vi è da rilevare che le differenze delle superfici degli habitat rispetto ai precedenti formulari sono da imputare alla maggiore accortezza con cui sono stati condotti i rilievi grazie alla dotazione di strumentazione di posizionamento satellitare (GPS) e, soprattutto, alla possibilità di restituire i dati in formato digitale utilizzando come supporto cartografia digitale di dettaglio (carta IGM in scala 1:25000; CTR in scala 1:5000 e 1: 10000 e ortofoto a colori in scala 1:10000) implementata all'interno di SIT dedicati. Tra l'altro l'assenza, nei precedenti formulari, di una qualsiasi cartografia degli habitat impedisce una individuazione più esaustiva delle motivazioni delle discordanze sulle superfici. La differenza, comunque, tra i due formulari nella valutazione dell'habitat 91B0 (il solo presente nel precedente formulario) è sufficientemente contenuta e di entità tale da poterla ricondurre alle motivazioni sopracitate.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.