🏞️ L'ambiente
L'area, situata ad ovest-sud-ovest di Gubbio, è caratterizzata da un'ampia conca tettononica semipianeggiante sede di un antico lago, delimitata a nord-est da una catena calcarea di poco inferiore ai 1000 m di altitudine e circondata a sud-ovest da colline marnoso-arenacee e dal Torrente Saonda. In quest'ultimo, affluente di destra del Chiascio, confluiscono i numerosi fossi che solcano l'area, interamente tributaria del bacino del Tevere. Il particolare sistema idrico di superficie, creando diverse piccole valli parallele, interrompe l'uniformità del paesaggio che ospita una particolare vegetazione acidofila o igrofila ed, in concomitanza di piccole depressioni, una preziosa vegetazione nano-terofitica propria degli stagni temporanei primaverili. Oltre agli habitat segnalati con codice ed attribuiti al Cicendietum filiformis (3132), Danthonio-Callunetum, al Salicetum albae (92A0), agli aggruppamenti a Juniperus oxycedrus (5211) ed allo Hieracio racemosi-Quercetum petraeae (9190), comprende: boschi a Carpinus betulus, dell'associazione Geranio nodosi-Carpinetum betuli; cenosi a Populus tremula e, lungo i fossi, boscaglie a Viburnum opalus ed Ulmus minor, dell'alleanza Alno-Ulmion.
⭐ Perché è importante
L'area contiene uno degli ultimi lembi di bosco planiziale acidofilo dell'Umbria e, più in generale, dell'Italia centrale. Questa cenosi forestale, assieme alle fitocenosi ad essa legate dinamicamente (brughiere a Calluna vulgaris e stagni temporanei del Cicendietum filiformis), costituisce un importante esempio del Quercion robori-petraeae, tipica del centro Europa, e qui al limite meridionale della distribuzionee, e pertanto, di grande valore fitogeografico. Notevole è anche l'importanza floristica per la presenza di: Cicendia filiformis, Anagallis minima, Radiola linoides, Frangula alnus, Cardamine granulosa, Cardamine rivularis, Viburnum opulus e Baldellia ranunculoides (rare a livello nazionale); Malus florentina, Quercus robur, Quercus dalechampii (rare a livello regionale) e Calluna vulgaris di particolare interesse fitogeografico. Tra la fauna da segnalare anche Leuciscus cephalus (specie autoctona importante nei confronti bella banalizzazione della comunità ittica), Buteo buteo, Cettia cetti, Falco tinnunculus (specie poco comuni).
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.