🏞️ L'ambiente
Si tratta di un'area interessata da grotte di scorrimento lavico ubicata nei pressi di San Gregorio a quote comprese fra i 200 e 300 m. Essa rientra nella fascia bioclimatica termomediterranea con ombrotipo subumido superiore. Essa si presenta attualmente piuttosto degradata con la presenza di aree coltivate ed incolte. La vegetazione naturale è rappresentata da piccoli lembi di macchia ad Euphorbia dendroides e da limitati nuclei di Quercus virgiliana. Nelle stazioni rocciose di tipo semirupestre si insediano aspetti casmofili a Cheilanthes maderensis, mentre sulle superfici più pianeggianti si rinvengono praticelli effimeri.
⭐ Perché è importante
Complesso di grotte vulcaniche, con lembi boscati a prevalenza di roverella ed aspetti a macchia mediterranea in un ambito territoriale interessato da una progressiva ed incontrollata espansione urbanistica. Il sito, malgrado il suo relativo degrado, conserva ancora numerosissime valenze naturalistiche che assumono un valore ancora più elevato considerando il contesto fortemente antropizzato nel quale esse riescono a permanere. La chirotterofauna è particolarmente ricca ed articolata e la sua presenza è certamente legata alle cavità vulcaniche che offrono dei roost particolarmente idonei. Le grotte ospitano inoltre una peculiare artropodofauna ricca di endemiti siculi, talora estremamente localizzati, specie rare o dagli interessanti adattamenti alla vita troglobia, quali ad esempio Orectis proboscidata, presente nel sito con una popolazione troglofila che rappresenta l'unico caso di adattamento alla vita nelle grotte che sia finora noto per questo taxon, le cui larve vivono all'interno della cavità nutrendosi di radici. Di notevole interesse anche la fauna invertebrata silvicola, che rappresenta una frazione significativa di quella originaria che un tempo disponeva certamente di aree più ampie ed in migliore stato di conservazione ed il cui studio riveste quindi un grande interesse scientifico, annoverando fra l'altro molti endemiti e specie stenotope e stenoecie.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.