🏞️ L'ambiente
PDal punto di vista geologico all'interno del sito si rinvengono i seguenti depositi: il Detrito di versante (Olocene); le Brecce Carbonatiche (Pleistocene medio); gli Argilloscisti del Cretaceo Inf.-Oligocene (') appartenenti all'Unità del Frido; la Formazione del Bifurto del Burdigaliano Sup. Langhiano Inf. ('), la Formazione di Cerchiara del Miocene Inf. (Burdigaliano) e i Calcari Cretacei (Cretacico) appartenenti all'Unità dei Monti della Maddalena e Alburno-Cervati-Pollino.
Il Detrito di versante raggruppa depositi accumulati per gravità, ruscellamento e alterazione in situ composti da materiali litoidi eterometrici talvolta con abbondante matrice pelitica.
Le Brecce Carbonatiche sono depositi costituiti quasi esclusivamente da elementi calcarei eterometrici e spigolosi di dimensioni variabili.
Dell'Unità del Frido in quest'area affiorano soltanto gli argilloscisti, che sono costituiti prevalentemente da un'alternanza di argilloscisti grigio-lucenti e/o nerastri, da metacalcari di spessore centimetrico a grana fine di colore grigio-verde, da quarziti grigio-giallastre, e da metareniti e metasiltiti.
La Formazione del Bifurto è costituita da torbiditi arenaceo-pelitiche a composizione quarzarenitica, di colore giallastre e rossastre con granuli di quarzo arrotondato e a cemento siliceo, e da arenarie litiche in strati sottili e da argilliti di colore bruno o grigio con venature azzurrognole, con intercalazioni di brecciole, biocalcareniti e biocalcilutiti.
La Formazione di Cerchiara (Selli,1957; 1962) rappresenta un deposito costituito da biocalcareniti glauconitiche grigi e a macroforaminiferi a granulometria da media a grossolana.
Infine abbiano i Calcari Cretacici che sono costituiti da calcilutiti, calcareniti e calcari dolomitici grigi e bruni mal stratificati passanti verso l'alto a calcareniti e calcilutiti scure a rudiste.
L'agricoltura è presente solo in alcune piccole aree in cui viene praticato il pascolo.
A nord del santuario tra i 900-1000 m slm, ritroviamo tre siti di biodiversità frutticola, Conocchielle, Mezzana e Frida, nei quali ritroviamo un elevato numero di specie e soprattutto un elevato numero di cultivar di pero. In ordine abbiamo: ciliegio amarena, maiatica, nera, a core e durona; melo fano, renetta, cioccia, rimoncella, rosso-verde, sirica e verde; nocciolo allungato e sferoidale; salice salicone e da vimini giallo; susino ovale giallo, passolospagna e cocomello; noce dura rotonda e tenera grande; pero balcone, bianco, granata, gresta, lardara, mastrantuono, muscaredda, pastorigna, putira, rossa, tenerella, trentatrenjuonza, vendemmia, visciglia, gentile, ianca, puma verde, spadona invernale, acinella, intila, medica, morano e vomice; abbiamo inoltre il pesco percochino, il castagno, il cotogno e un'antica cultivar di vite.
⭐ Perché è importante
Il sito è importante non soltanto dal punto di vista naturalistico, ma anche dal punto di vista storico-culturale, essendovi un Santuario molto antico frequentato dalle genti di Lucania e Calabria, nonché paesaggistico. Uno degli aspetti più interessanti e importanti del sito è costituito dalla presenza di un pregevole consorzio misto di faggio e abete bianco con presenza di esemplari vetusti dalle dimensioni ragguardevoli.
Per quanto concerne l?aggiornamento del formulario standard NATURA 2000, rispetto al precedente 20/06/2002, sono state inserite 34 nuove entità vegetali.
Non risultano presenti specie vegetali di interesse prioritario (allegato II della Direttiva 92/43/CEE); sono presenti 8 specie inserite nelle liste rosse delle piante d'Italia (Conti et al. 1997) (motivazione A); 16 entità endemiche (motivazione B), 6 specie presenti in altre convenzioni (motivazione C) e altre 16 entità importanti della flora in quanto caratteristiche degli habitat di pertinenza e con valore di bioindicazione (motivazione D).
Tra le specie presenti nel vecchio formulario, sono state eliminate Viola cassinensis in quanto la segnalazione sull'Appennino Lucano è da considerare probabilmente un errore per confusione con Viola eugeniae Parl. (Pignatti, 1982), da noi non rinvenuta, e ulteriori 5 entità con motivazione D in quanto specie che non necessitano di particolari misure di conservazione(Acer campestre L., Fagus sylvatica L. subsp. sylvatica, Geranium versicolor L., Sanicula europaea L., Sorbus aria (L.) Crantz)
Gli habitat 6210, 9180 e 9220 sono di interesse prioritario e vengono segnalati con la sigla (*). Rispetto all?aggiornamento precedente 20/06/2002 sono stati riscontrati 2 nuovi habitat: 5130, 8130. L?habitat 9210: Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex è stato eliminato e sostituito con l?habitat ?9220 - Faggeti degli Appennini di Abies alba e Abies nebrodensis?; per le peculiarità floristiche riscontrate.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.