🏞️ L'ambiente
Il territorio della "Murgia di San Lorenzo" si estende nella media valle dell'Agri ed è attraversato in tutta la sua lunghezza da tale fiume, risultando inoltre inciso dai suoi numerosi affluenti. I versanti del fiume, in particolare nel settore occidentale del Sic, sono caratterizzati dalla presenza di pinnacoli conglomeratici e pareti a strapiombo - quale effetto di erosioni su depositi sedimentari fortemente cementati - di particolare bellezza paesaggistica. La parte orientale del Sic invece, costituita da litotipi di natura argillosa, presenta morfologie più dolci ed è caratterizzata, in alcuni settori, dalla presenza di calanchi.
Alla diversa natura dei litotipi può essere correlata anche la copertura vegetale che, nei quadranti in cui affiorano depositi più cementati e substrati asciutti e permeabili, risulta costituita da formazioni forestali e di macchia sia alta che bassa a prevalenza di sclerofille sempreverdi. Ai substrati di natura argillosa sono invece associate comunità erbacee substeppiche ed anche fruticeti alonitrofili. Le superfici alluvionali adiacenti al corso del fiume Agri sono in parte occupate da residui di un bosco igrofilo mentre i tratti di alveo ciottolosi poco consolidati ospitano cespuglieti e formazioni camefitiche.
Per ciò che riguarda gli aspetti faunistici, è area di presenza del lupo e di riproduzione della lontra, di chirotteri, di numerose specie di uccelli ed anche di anfibi e invertebrati.
⭐ Perché è importante
L'area risulta in gran parte occupata da pregevoli formazioni forestali o di macchia alta a dominanza di sclerofille sempreverdi; tali comunità, che precedentemente (formulario aggiornato al 2003) erano state inquadrate nell'habitat 6310 "Dehesas con Quercus spp. sempreverde", risultano meglio descritte dall'habitat 9340 "Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia". Tali formazioni si rinvengono principalmente sui versanti da poco a molto acclivi mentre nelle aree con superfici pianeggianti o poco acclivi e con suoli più profondi sono presenti querceti afferenti all'habitat 91AA. Nell'ambito delle comunità forestali si rinvengono inoltre interessanti nuclei di boschi a cerro e farnetto, riconducibili all'habitat 91M0, di elevato valore conservazionistico anche perchè ospitano specie di interesse biogeografico quali Teucrium siculum, Ptilostemon strictus, Echinops siculus e Lathyrus jordanii. Ai substrati di natura argillosa sono invece correlate sia le comunità erbacee substeppiche inquadrabili nell'habitat prioritario 6220 che le cenosi composte da fruticeti alonitrofili riferibili all'habitat 1430, entrambe di grande interesse biogeografico.
Nei pressi del fiume Agri si rinvengono lembi di boschi igrofili a pioppi e salici di notevole valore naturalistico afferenti all'habitat 92A0, mentre buona parte delle superfici alluvionali caratterizzate da substrati ciottolosi poco consolidati, che si rinvengono sia dell'Agri che nei suoi affluenti, ospitano formazioni camefitiche discontinue inquadrabili nell'habitat 3250. Sugli alvei del settore caratterizzato da substrati di natura argillosa sono presenti le comunità a tamerici riconducibili all'habitat 92D0 correlate tipicamente a suoli alluvionali, anche subsalsi, a tessitura ghiaioso-limosa.
Anche dal punto di vista floristico il sito risulta di elevato interesse in quanto annovera numerose entità di interesse biogeografico e conservazionistico: endemismi dell'Appennino meridionale (Lathyrus jordani, Onosma echioides, Klasea flavescens subsp. cichoracea e Gypsophila arrostii subsp. arrostii) e specie rare in tutto il loro areale italiano e, nella maggor parte dei casi, anche localmente (Helictotrichon convolutum, Malus florentina, Taeniatherum caput-medusae, Putoria calabrica, Salvia virgata, Pimpinella saxifraga, Jurinea mollis subsp. mollis, Iris lorea e Cardopatum corymbosum). Alcune specie rinvenute nel sito risultano in forte rarefazione a livello globale - e quindi a rischio di estinzione - perchè legate agli ambienti umidi, fra i più minacciati dalle attività umane, come nel caso di Teucrium scordium, Isolepis cernua, Gnaphalium luteo-album e Typha minima. Sono infine presenti diverse orchidee, entità che risultano protette dalla CITES ed anche, insieme a Quercus trojana subsp. trojana, Lilium bulbiferum subsp. croceum e Moricandia arvensis, a livello regionale dalla legge 28/94.
L'area è anche di particolare pregio faunistico poiché ospita popolazioni o individui di specie di elevato valore biogeografico e conservazionistico: entità considerate in pericolo di estinzione (Endangered o Critically Endangered) secondo le categorizzazioni della IUCN, protette da numerose normative europee e inserite nella normativa CITES. L'area si delinea come ad elevatissima biodiversità, ospitando numerose specie di rilievo appartenenti ad ogni classe, alcune delle quali endemiche per l'Italia. Per i Mammiferi è area di riproduzione della lontra, Lutra lutra e di presenza del lupo, Canis lupus; l'ornitofauna è eccezionalmente varia, con elementi nidificanti di spicco, quali la cicogna nera, Ciconia nigra (che nel sito nidifica eccezionalmente su una rupe e non su un albero) ed il capovaccaio, Neophron percnopterus, che costituiscono una porzione numericamente rilevante rispetto a quella dell'intero territorio nazionale. La componente erpetologica risulta particolarmente ben rappresentata ed articolata con fiorenti demi popolazionali di ululone appenninico (Bombina pachypus), tra le specie di vertebrati maggiormente a rischio di estinzione, e di altre specie endemiche italiane quali la salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), il tritone italico (Lissotriton italicus) e la raganella italiana (Hyla intermedia).
Anche l'Ittiofauna annovera elementi di interesse, con presenza di specie endemiche e fortemente tutelate dalle direttive comunitarie, tuttavia minacciate dall'introduzione di specie alloctone. Ricca anche la fauna invertebrata con elementi di pregio, considerati vulnerabili anche dalla IUCN, come Cerambix cerdo.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.