🏞️ L'ambiente
Dal punto di vista geologico il sito è costituito da terreni facenti parte al Flysch di Albidona di età Eocene superiore-Oligocene.
Questa formazione rappresenta la porzione strutturalmente più elevata dell'Unità del Cilento (AMODIO MORELLI et al., 1976), SELLI (1962), invece, considera il Flysch di Albidona, di età Langhiano superiore-Elveziano inferiore, trasgressivo sulle Formazioni del Saraceno e delle Crete Nere, con carattere di «mesautoclono ». Secondo OGNIBEN (1969) questo Flysch fa parte del Complesso Liguride e completa la successione eugeosinclinalica presentando tipici caratteristiche di deposito sinorogeno da rapida erosione di cordigliera in corrugamento, con chiara successione di avvicinamenro allo stadio di orogenesi. La formazione risulta essere costituita da un'alternanza arenaceo-pelitica, contenente livelli di marne calcaree e di conglomerati silicoclastici. La porzione basale è costituita da una prevalente alternanza arenaceo-pelitica cui si intercalano megastrati di calcilutiti e di conglomerati canalizzati ricchi in matrice con basi fortemente erosive, spessi fino a 30 metri. Nelle porzioni mediane la successione è caratterizzata da torbiditi pelitico-arenacee, mentre quelle sommitali rappresentano un sub-sistema torbiditico in leggera discordanza angolare e localmente erosivo sui sottostanti depositi distali.
⭐ Perché è importante
Il sito presenta una elevata qualità ambientale determinata dalla presenza di piante vetuste, in prevalenza Fagus sylvatica sia in associazione con Ilex aquifolium e Taxus baccata (peraltro estremamente raro a causa della distruzione di cui è stato oggetto in passato) che con Abies alba.
La presenza di Abies alba, in associazione con Fagus sylvatica, col quale forma l?associazione Abieti-Fagetum, rappresenta un importante fattore di qualità del SIC ?Bosco Vaccarizzo? in quanto questa conifera è estremamente rarefatta a causa dei tagli indiscriminati che ha subito in passato. L?abete è attualmente ridotto a poche centinaia di piante adulte (circa 350) isolate o riunite in piccoli gruppi sparsi in tutto il bosco. Alcuni esemplari sono molto vecchi (oltre 160 anni di età), con fusto irregolare, con diametri anche superiori ad 1 metro e altezza di oltre 25 metri. Vi sono anche esemplari più giovani (età: 50-70 anni) in buone condizioni vegetative, fusto diritto, chioma equilibrata, diametro di 50-60 centimetri e altezze di 18-20 metri, con buoni accrescimenti e produzione di strobili (Niola, 2007).
L?intera superficie rientra nel Piano del Parco del Pollino in zona 1 (zona a protezione speciale, di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale) ed è sottoposta a vincolo idrogeologico.
Per quanto concerne l?aggiornamento del formulario standard NATURA 2000, rispetto al precedente 20/06/2002, sono state inserite 14 nuove entità vegetali. Non risultano presenti specie vegetali di interesse prioritario (allegato II della Direttiva 92/43/CEE); mentre sono presenti 5 specie con motivazione A (Conti et al. 1997); 3 entità con motivazione B, 10 specie presenti in altre convenzioni internazionali (motivazione C) e 1 entità importante della flora (motivazione D).
Tra le specie presenti nel vecchio formulario è stata eliminata Digitalis lutea perché non segnalata per la Basilicata (Pignatti, 1982), e ulteriori eliminate 4 entità con motivazione D in quanto, pur essendo talvolta rappresentate da individui monumentali o di particolare pregio, si tratta di entità comuni in Basilicata, che non necessitano di specifiche misure di salvaguardia (Acer campestre L., Daphne laureola L., Fagus sylvatica L. subsp. sylvatica, Ranunculus lanuginosus L.)
È stato rinvenuto un solo habitat di interesse comunitario (9220* Faggete degli Appennini con Abies Alba e faggete con Abies nebrodensis); habitat di interesse prioritario che viene segnalato con la sigla (*). Rispetto all?aggiornamento precedente 20/06/2002 non è stato riscontrato nessun nuovo habitat; mentre è stato eliminato il 9210: Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex perché per le peculiarità floristiche riscontrate questi boschi di faggio sono da riferire interamente al codice habitat 9220*.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.