🏞️ L'ambiente
Il sistema montuoso Sirino-Papa è situato in prossimità della costa Tirrenica, corrisponde al limite settentrionale dell'Appennino Lucano e costituisce lo spartiacque tra il fiume Agri e Sinni ad est e Calore e Noce ad ovest. Con le sue due vette, del monte Sirino (1907 m) e del monte Papa (2005 m), il massiccio è costituito essenzialmente da rocce calcaree risalenti al Triassico, con intercalazioni di scisti marnosi e argillosi e di depositi di arenarie. Durante le ultime glaciazioni (glaciazione Wurm, nel quaternario) il massiccio era sede di imponenti ghiacciai di cui resta a testimonianza il Lago Remmo o Laudemio.
Il Sic ha un'estensione di 2816 ha ed è compreso in una fascia altitudinale che va dai 918 fino ai 2005 metri s.l.m. Comprende due fasce vegetazionali: la fascia subatlantica, caratterizzata da boschi decidui di latifoglie con dominanza di Fagus sylvatica (9210*), diffusa tra i 1000 e i 1800 metri s.l.m.; la fascia mediterraneo montana, costituita da praterie aperte e spesso discontinue dominate da poaceae dei generi Bromus, Festuca, Brachypodium, Sesleria (6210*e 6170) e da formazioni a cuscinetti spinosi (4090) caratterizzati da Astragalus sempervirens e Astragalus sirinicus che occupano le parti sommitali del Massiccio del Sirino al di sopra dei 1800 metri s.l.m.
Nei pascoli sassosi che circondano le due cime del massiccio e lungo il vallone Timpa Schiena d'Asino è presente anche la Vicia serinica, endemismo puntiforme presente in poche stazioni isolate.
Lungo il versante sud e in alcune aree del versante nord, a quote intorno ai 1000 m sono presenti formazioni a Quercus cerris (91M0).
Il sito è caratterizzato dai seguenti habitat:
' 3150: Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
' 4090: Lande oro-mediterranee endemiche a ginestre spinose
' 6170: Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine
' 6210* Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrati calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)
' 8130 Ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili
' 8240*: Pavimenti calcarei
' 9210*: Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex
' 91M0 'Foreste pannonico-Balcaniche di cerro e rovere' con dominanza di Cerro e Farnetto.
Sotto il profilo faunistico il sito assume una certa importanza per la conservazione di specie tipicamente appenniniche, alcune delle quali presenti con popolazioni ridotte e dunque di notevole interesse.
Oltre agli elementi forestali di interesse conservazionistico quali Dendrocopos medius e Ficedula albicollis, si segnala la presenza come relitto glaciale di Certhia familiaris, segnalato per la prima volta solo di recente (Fulco, 2006).
Interessante la nidificazione di specie tipiche del piano alpino, quali Anthus spinoletta, localizzato in Basilicata solo sui rilievi oltre i 1850 m di quota. Di rilievo anche la presenza occasionale di Aquila crysaetos, mentre le porzioni cacuminali risultano frequentate da Anthus campestris e Oenanthe oenanthe, entrambi con elevate densità.
Rispetto al vecchio formulario sono state eliminate alcune specie con le seguenti motivazioni:
1. Capovaccaio (Neophron percnopterus). Analizzando i dati disponibili (Andreotti e Leonardi, 2009), non risulta alcuna osservazione di Capovaccaio nell'area di studio. I siti di nidificazione noti per la Regione sono ubicati in altre località, ben distanti dal SIC in esame. E' dunque plausibile che fosse stata originariamente segnalata per errore soprattutto in considerazione dell'assenza di ambienti idonei alla nidificazione. Si propone pertanto di ESCLUDERE la specie dal formulario ufficiale.
2. Gufo reale (Bubo bubo). Il Gufo reale risulta estremamente raro e localizzato in Italia meridionale e in Basilicata, dove sono stimate appena 5-6 coppie territoriali (Sigismondi et alii, 2005). Le coppie note sono localizzate in aree ben distanti dal SIC in esame, dove peraltro non sono presenti gli ambienti tipicamente utilizzati dalla specie per la nidificazione (pareti di roccia inaccessibili). Si propone pertanto di ESCLUDERE la specie dal formulario ufficiale.
3. Picchio nero (Dryocopus martius). La nidificazione della specie è stata verificata in loco nel giugno del 1983 (Boano et alii, 1985). Tuttavia in seguito non è più stata osservata. Recenti ricerche condotte ad hoc per verificarne la presenza hanno definitivamente accertato l'assenza del Picchio nero dal SIC in oggetto (Fulco e Tellini, 2008).
Il Massiccio del Monte Sirino è caratterizzato da una successione di strati rocciosi calcareo-silico-marnosi, nota come successione del bacino lagonegrese , è un susseguirsi di profonde e stretti valli a ridosso delle cime più alte. Il versante meridionale, è in genere più acclive con inclinazione più regolare, mentre sul versante settentrionale, vi sono esempi di morfologia glaciale.
⭐ Perché è importante
L?area del Monte Sirino, ha un elevato interesse paesaggistico e naturalistico, infatti, nonostante le utilizzazioni antropiche, vi è ancora una grande varietà di ambienti in buono stato di conservazione e vi si possono osservare paesaggi mozzafiato caratterizzati da ghiaioni, valli e circhi glaciali e le diverse fasce di vegetazione.
Sulle aree sommitali del massiccio cresce la vegetazione oro-mediterranea a cuscinetti spinosi caratterizzata da importanti endemismi come Astragalus sirinicus e Astragalus sempervirens.
Nei pascoli sassosi che circondano le due cime del massiccio e lungo il vallone Timpa Schiena d'Asino è presente anche una delle entità più interessanti della flora lucana, endemismo puntiforme, la Vicia serinica, di cui rimangono poche popolazioni. Inoltre è presente la Stipa austroitalica, specie protetta dall?allegato II della direttiva Europea, numerose altre specie endemiche, come Achillea lucana e Campanula pollinensis e numerose orchidee.
All'interno del SIC e nelle immediate vicinanze è possibile ammirare due piccoli laghi di origine glaciale il Laudemio e lo Zapano, che sono i più meridionali di tutto l' Appennino e conservano rari esempi di vegetazione acquatica.
Per quanto concerne l?aggiornamento del formulario standard NATURA 2000, rispetto al precedente 20/06/2002, sono state inserite 46 nuove entità vegetali.
È presente una specie vegetale di interesse prioritario (allegato II della Direttiva 92/43/CEE); sono presenti 10 specie inserite nelle liste rosse delle piante d'Italia (Conti et al. 1997) (motivazione A); 20 entità con motivazione B, 17 specie presenti in altre convenzioni (motivazione C) e altre 13 entità importanti della flora in quanto caratteristiche degli habitat di pertinenza e con valore di bioindicazione (motivazione D).
Tra le specie presenti nel vecchio formulario, sono state eliminate 4 entità con motivazione D in quanto ritenute secondo le direttive della Regione Basilicata specie che non necessitano di ulteriori misure di salvaguardia (Fagus sylvatica L. subsp. sylvatica, Pimpinella tragium Vill., Sesleria juncifolia Suffren subsp. juncifolia, Trinia dalechampii (Ten.) Janch.)
Gli habitat 6210 e 9210 sono di interesse prioritario e vengono segnalati con la sigla (*). Rispetto all?aggiornamento precedente 20/06/2002 sono stati riscontrati 3 nuovi habitat: 3150, 6170 e 91M0.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.