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🦋 Monte Coccovello - Monte Crivo - Monte Crive

Zona speciale di conservazione e di protezione per gli uccelli (ZSC/ZPS) · Basilicata · 2.981 ettari · Rete Natura 2000, codice IT9210150
Il cerchio indica la superficie in modo approssimativo, attorno al punto centrale dell'area: i confini reali sono nella scheda ufficiale.

In breve

  • 🏷️ Zona speciale di conservazione e di protezione per gli uccelli (ZSC/ZPS)
  • 📐 Superficie: 2.981 ettari
  • 📍 Basilicata, vicino a Maratea (PZ)
  • 🔬 78 specie censite

🏞️ L'ambiente

CARATTERI CLIMATICI. I caratteri climatici del tratto costiero tirrenico della Basilicata risultano fortemente influenzati dalle caratteristiche geomorfologiche del territorio, legate essenzialmente ad un'accentuata morfologia del rilievo ed alle quote elevate che si raggiungono a pochissima distanza dalla linea di riva. Analogamente ad altri territori costieri, nonostante le poche stazioni termopluviometriche disponibili (Maratea e Trecchina, mentre per Acquafredda sono disponibili unicamente i dati pluviometrici), è possibile evidenziare un carattere climatico tipicamente mediterraneo, con periodo di aridità estiva esteso da metà giugno a metà agosto. L'andamento delle precipitazioni (dal mare all'entroterra) mostra una certa articolazione in quanto in posizione arretrata rispetto alla linea di costa si evidenzia una piovosità decisamente maggiore per gran parte dell'anno. L'entità delle precipitazioni medie annue è risultata di 1250 mm per la stazione di Maratea, di 1214.4 mm per Acquafredda, mentre raggiungono i 1830 mm a Trecchina, che costituisce un valore decisamente elevato se confrontato con analoghi siti costieri dell'Italia meridionale. Relativamente ai valori termici nella stazione di Maratea si registrano temperature medie del mese più freddo (gennaio) intorno a 8.00 °C e massime nel mese più caldo (agosto) di 22.50 °C, con una media annuale di 14.77 °C. La stazione di Trecchina posta a quote più elevate mostra valori termici minori con temperatura media del mese più freddo (gennaio) intorno a 5.40 °C e massime nel mese più caldo (luglio) di 22.20 °C, con una media annuale di 12.98 °C (Caneva et al., 1997; Caneva & Cancellieri in Caneva & Cutini, 2009). Utilizzando una delle classificazioni bioclimatiche correntemente in uso in ambito ecologico e fitosociologico (classificazioni sensu Rivas-Martinez), che utilizza appositi indici in grado di 'misurare' l'appartenenza delle stazioni esaminate all'interno di categorie prefissate, si nota come l'area in esame presenti un bioclima di tipo mediterraneo pluviostagionale oceanico, con termotipo mesomediterraneo e ombrotipo umido, che, in senso generale, corrisponde ad un andamento climatico tipicamente mediterraneo (con aridità estiva) ma con una quantità medio-elevata di precipitazioni autunnali ed invernali. CARATTERI GEOLOGICI E GEOMORFOLOGICI. La costa di Maratea è limitata ad Est dai rilievi del Monte Coccovello fino al Monte Maiorino, a Nord dai rilievi del Monte Spina e del Monte Palladino (confine con la Campania), ad Ovest dal Mar Tirreno e a Sud dalla porzione terminale della valle del Fiume Noce, che segna il confine con la Calabria. Si estende per circa 30 Km e interessa un territorio di oltre 6700 ettari, caratterizzato da un tratto di Appennino lucano, parallelo alla linea di costa, con oscillazioni altimetriche notevoli (M.te Coccovello, 1505 m) ed una morfologia particolarmente accentuata. Le formazioni geologiche presenti nell'area sono riferibili essenzialmente ad unità stratigrafico-strutturali derivanti dalla Piattaforma Campano-Lucana e dall'Unità Liguride (flysch liguride). Al di sopra di quest'ultima, in corrispondenza della valle di Maratea, sono presenti potenti coperture detritiche di origine recente, mentre in corrispondenza delle aree golenali del Fiume Noce si rinvengono depositi alluvionali che assumono notevoli spessori (Cotecchia et al., 1990). L'area, quindi, risulta caratterizzata prevalentemente da terreni mesozoici e terziari carbonatici, ben rappresentati nelle strutture dei rilievi di Monte Coccovello e dalla serie dei Monti di Trecchina, tra i quali si impostano anche successioni di carattere flyscioide. Le rocce calcaree affioranti, anche se riferibili al dominio appenninico di piattaforma carbonatica, se ne differenziano per i caratteri deposizionali e per l'evoluzione tettonica e sedimentaria. Le strutture sedimentarie che condizionano gran parte della morfostruttura dei monti di Maratea, appartengono alla successione carbonatica Bulgheria-Verbicaro, unità costituita da dolomie nerastre, massive o stratificate, del Lias inferiore - Trias medio, e alla successione Alburno-Cervati, rappresentata per larghi settori da calcari grigi e nerastri con intercalazioni dolomitiche del Cretaceo superiore ' Lias, entrambe derivanti dalla deformazione della Piattaforma Campano-Lucana. L'Unità Alburno-Cervati è ampiamente diffusa in Italia meridionale, affiora nei monti di Lauria, nell'area dei Monti Alburni e dei Monti Picentini, nonché nell'area del Monte Pollino, mentre, nel territorio in esame emerge diffusamente in corrispondenza di Monte La Serra, del Monte Coccovello, e presso Castrocucco (Cotecchia et al., 1990). Il complesso assetto strutturale presente a Maratea è frutto delle diverse fasi tettoniche che hanno coinvolto le unità presenti. Nella sua costituzione un ruolo fondamentale sembra averlo avuto la lineazione tettonica chiamata 'Linea del Pollino', corrispondente ad una zona di taglio profonda, continua dalle aree tirreniche a quelle ioniche; l'attività di tale zona di taglio sarebbe perdurata almeno a partire da Miocene inferiore fino al Pleistocene medio-superiore (Cotecchia et al., 1990). L'intera dorsale carbonatica risulta fortemente tettonizzata da una serie di faglie con direzione SO-NE e da un sovrascorrimento che mette in contatto le due unità. Nell'area di Maratea l'accavallamento delle diverse unità è presente a Nord della congiungente Maratea-Brefaro-Piano dei Peri, ed interessa quindi l'area corrispondente alla Valle di Maratea, al Monte Crivo e a tutto il territorio ad Est di esso. A Sud della suddetta congiungente prevale, invece, il contatto diretto tra l'Unità Bulgheria-Verbicaro e la sottostante Unità Alburno-Cervati (D'Ecclesiis et al., 1993). Da tutto ciò emerge come gran parte del territorio mostri evidenti segni di una complessa evoluzione geomorfologica che seppur innescata in tempi remoti, non sembra essersi ancora del tutto esaurita. I fenomeni ancora in atto risultano sostanzialmente diversi fra loro, manifestandosi sottoforma di rotture e deformazioni gravitative di versante, oltre a movimenti franosi propriamente detti (Cotecchia et al., 1990). Un ruolo significativo è dato dal sistema di faglie presenti in tutto il comune di Maratea, ed in particolare la faglia diretta, a direzione N-S immergente verso ovest con una inclinazione di 70°, che borda il versante occidentale del Monte Crivo delimitando il fianco destro della Valle di Maratea. Questa mostra una chiara prosecuzione a mare ed una intensa attività ancora in atto, cui si associa un significativo canyon sottomarino, chiamato dai pescatori locali 'Fossate', il quale attraverso un attivo sistema di canali che vanno dalla linea di costa verso il mare aperto, raccoglie e convoglia verso il largo buona parte dell'attuale carico sedimentario (Colantoni et al., 1997). Dal punto di vista strettamente morfologico, le inclinazioni maggiormente ricorrenti risultano quelle relative alle classi mediane, comprese in un intervallo che va da 20° a 40°. Le pendenze maggiori si registrano nei versanti occidentali del Complesso Montuoso Crivo - Crive, mentre sul massiccio del Coccovello si registrano inclinazioni maggiori tra i 1000 e i 1500 m s.l.m. Analizzando infine la distribuzione delle classi di esposizione, le più ricorrenti risultano quelle verso Nord (18%), Sud Est (16%), Nord Est (15%).

⭐ Perché è importante

Il Sito è individuato lungo la catena montuosa prospiciente alla costa di Maratea e comprende le cime di Monte Coccovello (1510 m s.l.m.), Monte Crivo (1277 m s.l.m.), Monte Crive (1036 m s.l.m.). La caratteristica principale del Sito è legata proprio all?elevata biodiversità espressa in termini di paesaggi e di formazioni vegetazionali che si viene a determinare grazie all?esteso sviluppo altitudinale, superiore ai 1000 m s.l.m., presente a breve distanza dalla costa. Per questo motivo, le formazioni vegetali che si riscontrano all?interno del territorio in esame variano dalle componenti piu termofile quali leccete e praterie aride mediterranee, fino a quelle più mesofile rappresentate nei comparti più freschi dalle faggete. Ad aumentare la diversità ambientale concorre poi la complessità geologica del territorio, per cui all?interno del sito vi sono sia fitocenosi tipicamente calcaree (ad es. le leccete riferibili all?associazione Roso sempervirentis-Quercetum ilicis) che fitocenosi acidofile come i cedui di castagno di Trecchina e Rivello. L?ambiente si presenta con un buon grado di conservazione, in assenza di attività antropiche e centri urbani di particolare importanza. All?interno dei confini del sito non vi sono infatti centri abitati di rilievo e gli abitati di Trecchina e Rivello (i più vicini al Sito) si trovano rispettivamente a circa 200 e 950 m in linea d?aria. Il pregio naturalistico del Sito è confermato dall?elevata percentuale di territorio con caratteristiche di elevata naturalità: gli ambienti rupicoli, i ghiaioni mediterranei, i pascoli, gli arbusteti e i boschi rappresentano infatti più del 97% dell?intera superficie del Sito. All?elevata diversità paesaggistico-ambientale si associa inoltre la presenza di ben 10 habitat di interesse comunitario (di cui 2 prioritari), che interessano complessivamente circa il 61% del territorio del Sito. I rilievi effettuati per la redazione del Piano di Gestione hanno permesso di confermare gli otto habitat già segnalati nella scheda e di identificare altri due habitat precedentemente non segnalati (92M0 e 9260). Dal punto di vista floristico non sono state individuate piante appartenenti a specie di cui all?allegato II della Direttiva 92/43/CEE, ma sono state identificate ben 55 altre specie floristiche di notevole interesse conservazionistico, tra le quali si segnalano Fraxinus excelsior subsp. excelsior, considerata raro e gravemente minacciato in Basilicata, Paeonia mascula, Athamanta ramosissima, Saxifraga porophylla, Edraianthus graminifolius subsp. graminifolius e Polygala major da considerarsi rare o rarissime e vulnerabili a scala regionale (Fascetti & Navazio, 2007). Altro elemento di pregio è l?altissimo numero di specie endemiche (secondo Conti et al., 2005) pari a 29 tra le quali si possono menzionare Acer cappadocicum subsp. lobelii, Lathyrus jordanii, Stipa dasyvaginata subsp. apenninicola, Thalictrum calabricum e Trifolium brutium. Inoltre il sito ospita un buon numero di orchidaceae, quali Anacamptis pyramidalis, Cephalanthera longifolia, Cephalanthera rubra, Coeloglossum viride, Dactylorhiza sambucina, Epipactis helleborine, Himantoglossum hircinum, Limodorum abortivum, Neottia nidus-avis, Ophrys apifera, Ophrys sphecodes, Orchis anthropophora, Orchis italica, Orchis morio, Orchis pauciflora, Orchis provincialis, Orchis simia, Orchis tridentata, Platanthera chlorantha, Serapias lingua, Serapias vomeracea e Spiranthes spiralis, tutte inserite nell?Art. 2 della L.R 28/94. Tra queste, Orchis provincialis è citata anche all?interno della Convenzione di Berna (1979). Per quanto riguarda la fauna, l?importanza del sito risiede nella presenza di importanti habitat naturali, in continuità territoriale con gli habitat dei Siti costieri. Gli habitat più significativi a fini faunistici sono quelli rupicoli, quelli boschivi e quelli aperti o infraperti quali praterie, pascoli cespugliati o arborati.

🔬 Specie censite

📷 Specie in foto

Foto in pubblico dominio o CC0 da Wikimedia Commons; autore e licenza sotto ogni immagine.

Nomi scientifici dal formulario standard Natura 2000, nomi italiani e classificazione da Wikidata. Clicca su un nome per la scheda della specie: descrizione, foto e aree protette in cui vive.

🦌 Mammiferi (15)
Ordine Artiodactyla · 1
Ordine Carnivora (carnivori) · 5
Ordine Eulipotyphla · 1
Ordine Insectivora · 1
Ordine Lagomorpha · 2
Ordine Rodentia · 5
🦎 Rettili (3)
Ordine Squamata · 3
🐸 Anfibi (5)
Ordine Anura · 3
Ordine Caudata · 1
Ordine Urodela · 1
🐟 Pesci (1)
Ordine Perciformes · 1
🌱 Piante (54)
Ordine Apiales · 2
Ordine Aquifoliales · 1
Ordine Asparagales · 17
Ordine Asterales · 5
Ordine Boraginales · 2
Ordine Brassicales · 2
Ordine Caryophyllales · 2
Ordine Dipsacales · 1
Ordine Fabales · 4
Ordine Lamiales · 4
Ordine Liliales · 1
Ordine Malpighiales · 3
Ordine Poales · 2
Ordine Ranunculales · 1
Ordine Rosales · 1
Ordine Sapindales · 1
Ordine Saxifragales · 2
Altre specie · 3

🏘️ Comuni vicini

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.