🏞️ L'ambiente
: Il sito comprende un tratto del bacino del fiume Noce, nel versante tirrenico della Basilicata fino al confine con la regione Calabria. Il fiume, lungo circa 50 km, nasce dal Monte Sirino a circa 2.000 metri di quota. Con andamento prevalente verso sud, presenta un corso incassato e attraversa colline caratterizzate in prevalenza da boschi di sclerofille dominati da leccio (Quercus ilex) a cui sporadicamente si associa Ostrya carpinifolia, Acer neapolitanum e Fraxinus ornus, e macchia mediterranea, allargando poi notevolmente il suo fondovalle nel tratto terminale dopo aver intercettato le acque di svariati affluenti tutti provenienti dal Monte Sirino, tra i quali i torrenti Bitonto, Prodino Grande, Senieturo, Carroso e il fiume Torbido.
Gli affioramenti rocciosi a forte inclinazione sono colonizzati da fitocenosi casmofitiche del Dianthion rupicolae e sui ghiaioni calcarei si insediano tipiche comunità ad Achnatherum calamagrostis e Teucrium montanum. La vegetazione ripariale forestale è caratterizzata da Alnus glutinosa, Populus nigra e Salix sp. pl.
⭐ Perché è importante
Il sito ospita fitocenosi casmofitiche di particolare pregio naturalistico. Il sistema fluviale anche se in parte compromesso rappresenta un ecosistema significativo per numerose specie d'interesse conservazionistico. I prati aridi e pietrosi ospitano numerose specie di orchidee.
La presenza straordinaria della Lontra determina la necessità di classificare in D l'intera ittiocenosi (non in allegato) del fiume quale potenziale risorsa per il mantenimento del mammifero che, assieme a Lupo e Rinolofo maggiore e R. minore rendono chiara la ricchezza in teriodiversità. Falco pellegrino, Nibbio bruno e N. reale nidificano nel sito, così come Albanella reale. L'Aquila reale (juv.) frequenta il sito dopo moltissimi anni di assenza. La Vipera aspis è inserita in D per la riscontrata presenza della V.a. var. hugy. Di interesse gestionale (potenziale preda di rapaci) anche la presenza di Starna (probabile frutto di ripopolamenti a fini venatori) e di Myotis ssp. in varie stazioni. La Lampreda di fiume e la (probabile) Alborella del Vulture rendono particolarmente qualificata l'ittiocenosi. Rana italica e Raganella sono solo le punte emergenti di una batracocenosi ricchissima.
Le libellule (non in allegato) elencate e classificate come "D" risultano importantissime per vari uccelli insettivori e testimonianza di un'area esente (almeno apparentemente) da effetti insetticidi.
Il Cinghiale, quale preda per il lupo, è riportato e classificato D per la sua valenza gestionale ed ecologica.
Le variazioni nelle tipologie e superfici degli habitat sono da attribuirsi ad una più dettagliata interpretazione (grazie anche alla pubblicazione del Manuale Italiano degli Habitat) e all'applicazione di metodologie GIS per il calcolo delle percentuali. In particolare l'habitat "6310 Dehesas con Quercus spp. sempreverde" segnalato nel precedente formulario è stato più appropriatamente sostituito con l'habitat 9340.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.