🏞️ L'ambiente
Il sito, pur non raggiungendo un'estensione di rilievo, è esempio di una buona variabilità ambientale, presentando cenosi igrofile (3290), forestali (91M0, 9220) e di prateria (6210).
La superficie protetta comprende anche un ampio settore coltivato il cui inserimento interpreta al meglio lo spirito di Rete Natura 2000 che vuole mantenere e tutelare cultivar e tecniche locali di lavorazione.
Da un punto di vista geomorfologico, il sito si presenta piuttosto regolare, senza emergenze rupicole evidenti.
La fisionomia delle cenosi forestali mostra una distribuzione equilibrata delle classi cronologiche e, per quanto riguarda la cenosi a Fagus sylvatica e Abies alba (9220), si rinviene una buona presenza di rinnovazione dell'abete bianco, elemento prezioso per la perpetrazione del bosco in condizioni ecologiche e strutturali ottimali. Il sito, per la sua conformazione tesa a voler proteggere porzioni di territorio di pregio, oltre ai coltivi di cui sopra, ingloba superfici interessate da processi di successione secondaria in seguito ad abbandono colturale.
⭐ Perché è importante
L'importanza del sito si esplica attraverso la presenza di specie come Abies alba, pianta forestale sempre meno presente all'interno delle cenosi a Fagus sylvatica del settore montano della Basilicata e dell'intero Appennino Meridionale.
Di una certa importanza anche Ilex aquifolium, tutelato a livello regionale con la DPGR n.55/2005 ed inserita in essa come specie a tutela parziale. Di un certo interesse anche la presenza di Alnus cordata, il cui areale italiano è limitato al settore centro-meridionale dell'Appennino (Pignatti, 1982).
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.