🏞️ L'ambiente
All'interno del sito ricade una grotta carsica caratterizzata da una piccola apertura, localizzata in un'area coltivata. Geologicamente è interessata da calcari miocenici con superfici più o meno pianeggianti solcati valloni fluviali dette cave e da costoni rocciosi. L'area ricade all'interno della fascia bioclimatica termomediterranea subumida. Attualmente l'area è caratterizzata da estese superfici coltivate a cereali o a specie arboree come ulivi e mandorli. La vegetazione naturale è rappresentata da boschi sempreverdi, come leccete termofile localizzate sul fondo dei valloni, e da aspetti di macchia a mirto e lentisco nelle zone rocciose più pianeggianti, o da macchia ad Euphorbia dendroides sui costoni rocciosi. Frequenti sono pure le garighe a Thymus capitatus e Sarcopoterium spinosum e le praterie steppiche a Hyparrhenia hirta. Sulle pareti rocciose si insedia una vegetazione casmofila molto impoverita a Dianthus rupicola, mentre nei tratti più ombreggiati si localizza una vegetazione nemorale caratterizzata da specie endemiche o rare, come Urtica rupestris e Aristolochia altissima.
⭐ Perché è importante
Il sito include la grotta Monello, che rappresenta un ecosistema unico ospitando una ricca ed esclusiva fauna invertebrata, con presenza di endemiti puntiformi quali Armadillidium lagrecai Vandel, 1969 e Chthonius (Chthonius) multidentatus Beier, 1963 e numerosi endemiti noti soltanto per poche cavità della regione iblea. Anche l'epigeo presenta ambienti di notevole interesse, in particolare il vallone Moscasanti, che, in relazione alla sua scarsa accessibilità, conserva una delle leccete più estese dell'intera area, con la ricca ed articolata fauna invertebrata che la caratterizza. Il vallone funge inoltre da sito di rifugio e talora nidificazione per specie di Vertebrati che altrimenti risulterebbero assenti da tutto il comprensorio, in relazione al suo elevato grado di antropizzazione legato essenzialmente alla pastorizia ed all'agricoltura.Solo le superfici più rocciose e impervie non sfruttabili a scopi agricoli sono interessate da una vegetazione naturale nel complesso piuttosto degradata. Il resto dell'area è caratterizzata da colture o da incolti abbandonati. Sotto il profilo floristico si rileva comunque la presenza di alcune specie endemiche o rare di un certo interesse geobotanico, alcune delle quali menzionate nell'elenco riportato nella sezione 3.3 (D).
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.