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🌱 Cavolo rupestre (Brassica rupestris)

Piante · ordine Brassicales · famiglia Brassicaceae · in 35 aree protette
🌱
Nessuna foto in pubblico dominio disponibile

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Brassicales
Famiglia
Brassicaceae
Genere
Brassica
Specie
Brassica rupestris
Nome italiano
Cavolo rupestre
🌿 35 aree protette📍 2 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Il cavolo rupestre (Brassica rupestris Raf., 1810) è una pianta erbacea della famiglia delle Brassicacee, endemica della Sicilia.

Descrizione

È una specie erbacea perenne, con portamento suffruticoso, con fusti legnosi alti sino a 150 cm.

Le foglie basali sono lirate, glabre o talora ricoperte da una corta peluria, lunghe da 15 a 40 cm, mentre le foglie cauline sono ovate e gradualmente più piccole.

I fiori, di colore giallo, posseggono, come tutte le crucifere, 4 petali e 6 stami e sono riuniti a formare densi racemi.

Il frutto è una siliqua a sezione quadrangolare, più o meno curva, lunga 40–100 mm, con un becco di circa 10 mm.

Il numero cromosomico di Brassica rupestris è 2n=18.

Distribuzione e habitat

Questa specie è endemica della Sicilia centro-occidentale. In passato è stata segnalata anche in Calabria e Campania ma tale presenza non è più stata confermata.

Cresce sulle rupi calcaree, da 200 a 1.200 m di altitudine.

Tassonomia

Sono note le seguenti sottospecie:

Brassica rupestris subsp. rupestris

Brassica rupestris subsp. hispida Raimondo & Mazzola

Brassica rupestris subsp. monilicarpa Raimondo & Spadaro

Brassica rupestris subsp. tardarae (Ilardi, Geraci & Troìa) Raimondo

Testo tratto dalla voce «Brassica rupestris» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 35 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Calabria
Sicilia

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.