🏞️ L'ambiente
L'area è ubicata a Nord-Ovest del centro abitato di Savoia di Lucania (PZ) e ricade nel bacino idrografico del fiume Melandro. Si tratta di un versante boscato, con esposizioni nei quadranti occidentale e nord-occidentale, drenato dal torrente Valle del Tuorno.
L'area in esame, dal punto di vista geologico, è caratterizzata da litologie afferenti all'Unità Lagonegrese, costituite, lungo il corso del torrente Valle del Tuorno, essenzialmente da calcari dolomitici, bianchi e grigi, spesso ben stratificati e per lo più intensamente tettonizzati. La stratificazione generalmente presenta un carattere sub-orizzontale ed è data da strati a spessore variabile, a testimonianza dei diversi eventi deposizionali con cui si sono generati. Frequente è l'intercalazione di livelli centimetrici di marne, la cui intensa tettonizzazione le ha fortemente cataclasate. Degno di nota è l'assetto morfologico del corso d'acqua che si presenta con un alveo scavato da un torrente in roccia tipico dell'ambiente montano. La sua forma è irregolare poiché dipende dalle portate del torrente, dal suo trasporto solido, dal modo in cui avviene l'erosione e dalla resistenza stessa della roccia. La profondità d'incisione è di molto maggiore della sua larghezza e lungo le sponde sono evidenti e caratteristiche le scanalature e le nicchie
semicilindriche, dettate dalla corrasione. Particolare è inoltre la presenza di alcuni salti morfologici presenti lungo l'asta torrentizia, grazie ai quali si sono formate alcune cascate, ai cui piedi, nel tempo, sono state scavate 'conche' abbastanza profonde tali da formare dei piccoli bacini di accumulo.
⭐ Perché è importante
Il sito proposto presenta un insieme di aspetti e di peculiarità geologiche, morfologiche e biologiche, tale da renderlo molto
interessante sotto il profilo naturalistico e suggestivo dal punto di vista paesaggistico e tale da giustificare l?adozione di azioni e/o
misure volte alla sua tutela e conservazione.
L?area proposta è prevalentemente coperta da habitat forestali d?interesse comunitario, con particolare riferimento alla cerreta di
Bosco Luceto inquadrabile nell?habitat 91M0, che in diversi tratti assume la struttura di una fustaia matura con esemplari di cerro
alti oltre 25 metri, con discreta presenza di nuclei di rinnovazione naturale e che vanta la presenza di latifoglie nobili quali Ulmus
glabra Huds., Prunus avium L., Tilia platyphyllos Scop., Acer spp. A contatto con la cerrete sono le altre formazioni forestali
riconducibili all?habitat prioritario 9180 che rivestono particolare interesse dal punta vista floristico per la presenza di endemismi e
di specie della flora lucana protetta oltre che come presidio idrogeologico considerata l?acclività dei versanti. In tali contesti molto
interessante è la compenetrazione, dettata dalla fisiografia e dalla litologia locale, di elementi floristici mesofili con quelli
spiccatamente termofili rappresentati da specie sempreverdi sporadicamente presenti nel piano arboreo ed arbustivo (Quercus ilex L,
Viburnum tinus L.). Degni di nota sono gli habitat idrofili inquadrati nell?habitat prioritario 91E0 delle formazioni ripariali a
dominanza di Alnus glutinosa (L.) Gaertn., in mosaico con formazioni erbacee a megaforbie (habitat 6430) che si rinvengono lungo
il torrente Valle del Tuorno. Detto corso d?acqua, a carattere permanente, scorre incassato tra pareti rocciose a sviluppo verticale che
ospitano cavità naturali rivestite da briofite e pteridofite (habitat 8310) al cui interno vi sono spesso fenomeni di stillicidio con sviluppo di concrezioni minerali. Di indubbio valore naturalistico oltre che paesaggistico è come accennato la presenza di una serie
di salti di fondo del torrente, con cascate e vasche naturali che ospitano ricche comunità di anfibi. Lungo la Valle del Tuorno vi sono
infine ruderi di mulini ad acqua, in uso fino al 1950 e destinati alla molitura di prodotti agricoli locali.
Il sito ospita inoltre un ricco contingente di specie floristiche d?interesse conservazionistico e biogeografico. In particolare vi sono
specie citate nell?Atlante nazionale delle specie a rischio di estinzione (motivazione A) come: Acer cappadocicum Gled. subsp.
lobelii (Ten.) Murray, specie endemiche (motivazione B) o rare (motivazione D) come: Acer neapolitanum Ten., Digitalis
micrantha Roth, Echinops siculus Strobl, Polystichum setiferum (Forssk.) T. Moore ex Woyn., Scutellaria columnae All., Teucrium
siculum (Raf.) Guss. Da evidenziare ancora la presenza di specie protette a livello internazionale (motivazione C), riportate in
CITES o nell?allegato V della Dir. 92/43 CEE come: Cyclamen hederifolium Aiton, Ruscus aculeatus L. e di orchidee come
Dactylorhiza maculata (L.) Soó. Le specie protette a livello regionale (DPGR 55/2005) presenti nel sito (motivazione D) sono: Acer
cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray, Ilex aquifolium L., Tilia platyphyllos Scop., Ulmus glabra Huds. oltre alle
orchidee. Gli aspetti faunistici più rilevanti sono legati alla copresenza di aree umide ed aree boschive. Specie di interesse
comunitario in allegato I sono Milvus milvus, Milvus migrans, Grus grus, Lanius collurio. Il sito vanta inoltre una notevole
ricchezza di anfibi e rettili legati alla presenza dell?asta torrentizia e di un diffuso sistema di raccolte d?acqua naturali in buono stato
di conservazione.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.