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🦋 Monte Li Foi

Zona speciale di conservazione (ZSC) · Basilicata · 970 ettari · Rete Natura 2000, codice IT9210215
Il cerchio indica la superficie in modo approssimativo, attorno al punto centrale dell'area: i confini reali sono nella scheda ufficiale.

In breve

  • 🏷️ Zona speciale di conservazione (ZSC)
  • 📐 Superficie: 970 ettari
  • 📍 Basilicata, vicino a Picerno (PZ)
  • 🔬 96 specie censite

🏞️ L'ambiente

Il SIC occupa un'area montuosa posta ad Ovest di Potenza, dominata dalle cime di M. li Foi con 1354 m s.m. e M. li Foi di Picerno con 1350 m s.m., entrambe in agro di Picerno. Tra le due vette vi sono due vasti altipiani, uno a Nord-Ovest in località Mandria li Foi, l'altro sotteso dalla contrada Giarrossa. L'area ricade in massima parte nel bacino del torrente Platano e dunque in quello del F. Sele (versanti esposti ad Ovest) ed in parte, nel bacino idrografico del fiume Basento (versanti esposti ad Est). Per quanto attiene agli aspetti geologici "Le formazioni del massiccio principale rimontano al trias, sulle pendici ad esse si sono addossate quelle dell'eocene, che poi si continuano sui contrafforti. La natura del suolo è molto varia; nei Foy propriamente detti predominano le rocce silicee, specialmente arenarie e schisti; sulle pendici nord-orientali le argille scagliose; sulle australi ed occidentali i conglomerati più o meno compatti, alternati a marne e ad arenarie" (GAVIOLI, 1934). La Carta pedologica della Regione Basilicata riporta la presenza di marne e argilloscisti, su versanti con pendenze da medie ad acclivi, soprattutto nel settore meridionale del SIC, alla contrada Coste. I suoli sono prevalentemente non calcarei, con substrato roccioso più o meno profondo, tessitura franco-sabbiosa e reazione subacida.

⭐ Perché è importante

L'area fu censita dalla SBI, nel 1979, come biotopo di rilevante interesse vegetazionale e conservazionistico, con l'identica denominazione Monti Foi, ma con confini leggermente diversi da quelli dell'attuale SIC. L'ampliamento proposto deriva dalla necessità di includere entro il nuovo confine, un lago eutrofico naturale, denominato Lago Romito e di estendere il limite delle superfici boscate, comprendendo impluvi e forre, al cui interno è stata rinvenuta una stazione di Taxus baccata L. e di Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray. L'importanza del sito è legata alla numerosità di habitat, alla diffusa presenza di habitat di tipo prioritario, alla notevole diversità di specie della flora e della fauna. Tra gli habitat prioritari, in particolare, si segnalano, per estensione e per continuità le faggete con Ilex aquifolium (habitat 9210) che qui assumono aspetti differenti a seconda delle caratteristiche fisiografiche ma soprattutto, delle forme di utilizzazione praticate, le praterie di quota (habitat 6210) che ospitano fioriture di orchidee e, sia pure con superfici più contenute, le foreste di versanti e di valloni del Tilio-Acerion (habitat 9180). Habitat di interesse comunitario sono le cerrete (habitat 91M0) che rivestono anche un notevole significato sotto il profilo della difesa idrogeologica, le praterie mesiche sottoposte a periodici interventi colturali (habitat 6510) e le bordure con alte erbe igro-nitrofile (habitat 6430). Vanno infine menzionati gli habitat rupestri, inframmezzati alle formazioni forestali, rinvenuti nella parte meridionale del sito (habitat 8120, 8220) e gli habitat umidi naturali a carattere permanente o stagionale (habitat 3150, 3260) e quelli di origine artificiale, puntiformi e coincidenti con le vasche per abbeverare gli animali al pascolo (habitat 3140). Il sito ospita un ricco contingente di specie floristiche di interesse conservazionistico e biogeografico. In particolare vi sono specie citate nell'Atlante nazionale delle specie a rischio di estinzione (motivazione A) come: Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray, Arum lucanum Cav. et Gran., specie endemiche (motivazione B) come: Acer neapolitanum Ten., Arum lucanum Cav. et Gran., Cirsium tenoreanum Petr., Digitalis micrantha Roth, Euphorbia corallioides L., Helleborus bocconei Ten., Linaria purpurea (L.) Mill., Luzula sicula Parl., Myosotis sylvatica Hoffm. subsp. elongata (Strobl) Grau, Ornithogalum exscapum Ten., Pulmonaria apennina Cristof. et Puppi, Salix apennina A. K. Skvortsov, Scutellaria columnae All., Solenanthus apenninus (L.) Fisch. et C. A. Mey., Viola aethnensis (DC.) Strobl. Da evidenziare ancora la presenza di specie protette a livello internazionale (motivazione C), riportate in CITES o nell'allegato V della Dir. 92/43 CEE come: Cyclamen hederifolium Aiton, Galanthus nivalis L., Ruscus aculeatus L. e tutte le orchidee: Anacamptis pyramidalis (L.) Rich., Coeloglossum viride (L.) Hartm., Dactylorhiza maculata (L.) Soó, Dactylorhiza sambucina (L.) Soó, Epipactis spp., Ophrys tenthredinifera Willd., Orchis longicornu Poir., Orchis mascula (L.) L., Orchis morio L., Orchis papilionacea L., Orchis provincialis Balb. ex Lam. et DC., Orchis purpurea Huds., Orchis simia Lam., Orchis tridentata Scop., Serapias spp. Le specie protette a livello regionale (DPGR 55/2005) (motivazione D) sono: Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray, Ilex aquifolium L., Lilium bulbiferum L. subsp. croceum (Chaix) Jan, Narcissus poëticus L., Narcissus tazetta L., Taxus baccata L. e tutte le orchidee. Le specie inserite nelle Liste rosse regionali (motivazione D) sono: Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray, Anemone ranunculoides L., Arum lucanum Cav. et Gran., Campanula latifolia L., Ranunculus trichophyllus Chaix, Taxus baccata L. Il SIC infine vanta la presenza di un notevole novero di specie considerate rare e/o significative ai fini della caratterizzazione degli habitat (motivazione D) come: Acer pseudoplatanus L., Aethionema saxatile (L.) R. Br., Aira caryophyllea L., Allium pendulinum Ten., Aquilegia viscosa Gouan, Arrhenatherum elatius (L.) P. Beauv. ex J. et C. Presl, Arum maculatum L., Atropa bella-donna L., Barbarea vulgaris R. Br., Brachypodium phoenicoides (L.) Roem. et Schult., Brachypodium rupestre (Host) Roem. et Schult., Briza media L., Bromus arvensis L., Calamintha grandiflora (L.) Moench, Cardamine chelidonia L., Cardamine graeca L., Carlina acanthifolia All. subsp. acanthifolia, Crataegus laevigata (Poir.) DC., Daphne laureola L., Dianthus armeria L. subsp. armeria, Digitalis ferruginea L., Dryopteris filix-mas (L.) Schott, Helleborus bocconei Ten., Hordeum secalinum Schreb., Juncus conglomeratus L., Lemna minor L., Luzula sicula Parl., Mentha arvensis L., Milium effusum L., Physospermum verticillatum (Waldst. et Kit.) Vis., Potamogeton natans L., Ranunculus illyricus L., Ranunculus millefoliatus Vahl, Ranunculus omiophyllus Ten., Ribes multiflorum Kit. ex Roem. et Schult., Saxifraga graeca Boiss., Silene flos-cuculi (L.) Clairv., Smyrnium perfoliatum L., Stachys heraclea All., Stachys sylvatica L., Veronica beccabunga L., Veronica officinalis L., Veronica scutellata L. Gli aspetti faunistici più importanti sono legati alla copresenza di aree aperte utilizzate per il pascolo in stretto contatto con aree boschive. Specie di interesse comunitario come Milvus milvus, Milvus migrans, Caprimulgus europaeus, Lullula arborea e Lanius collurio dipendono fortemente dalla presenza di attività zootecniche. Il sito vanta inoltre una notevole diversità di specie di anfibi grazie alla presenza di un sistema di raccolte d'acqua, sia naturali (stagni temporanei) che soprattutto artificiali (vasche di abbeverata), spesso in ottimo stato di conservazione.

🔬 Specie censite

📷 Specie in foto

Foto in pubblico dominio o CC0 da Wikimedia Commons; autore e licenza sotto ogni immagine.

Nomi scientifici dal formulario standard Natura 2000, nomi italiani e classificazione da Wikidata. Clicca su un nome per la scheda della specie: descrizione, foto e aree protette in cui vive.

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Altre specie · 4

🏘️ Comuni vicini

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.