🏞️ L'ambiente
Il SIC si estende sulla direttrice sud-ovest/nord-est con andamento trasversale rispetto alla dorsale principale dell'Appennino Lucano costituita dai monti Pierfaone, Volturino, Viggiano e Maddalena.
Le formazioni geologiche prevalenti afferiscono alla serie carbonatica dell'ambiente di piattaforma che si succedono e/o si intercalano alle litologie del paleobacino Lagonegrese differenziate in base al settore di deposizione in pile calcareo-dolomitiche con intercalazioni di argille e silice che affiorano diffusamente sui rilievi montuosi di Serranetta (1.475 m s.l.m.) ed Il Ciglio (1.439 m s.l.m.). La strutturazione di tali depositi e l'attuale assetto montuoso sono da attribuirsi alle fasi compressive dell'orogenesi appenninica.
Il fitoclima varia da mesomediterraneo umido-subumido a temperato umido-subumido (Biondi et al., 1991).
⭐ Perché è importante
L'area censita nel 1971 fra quelle meritevoli di protezione dal Gruppo Conservazione della Natura della Società Botanica Italiana, oggi è totalmente inclusa nel perimetro del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val D'Agri Lagonegrese ed in parte rientra nel perimetro della Foresta Demaniale Regionale di Rifreddo (L.R. 41/78, B.U. n. 22/78).
Il SIC è caratterizzato da boschi di Fagus sylvatica con diffusa presenza di taxa di origine Arcoterziaria, in particolare si tratta di faggete ad Ilex aquifolium e faggete con Cardamine bulbifera ed Arum cylindraceum ad affinità ecologiche e floristiche temperato-europee, indicativamente riferibili al Geranio versicoloris-Fagion (Habitat 9210*).
In misura minore la presenza di querceti misti a dominanza di Quercus cerris del Teucrio siculi-Quercion cerridis (Habitat 91M0) e boschi misti di caducifoglie mesofile di forra ascrivibili all'habitat 9180*.
Presenza significativa anche di formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli (Habitat 6210*).
E' stata esclusa la presenza dell'Habitat 9220 poiché nel SIC sono stati rilevati soltanto giovani impianti di Abies alba artificiali.
Numerose sono le specie di interesse biogeografico come Acer cappadocicum subsp. lobelii, Acer opalus subsp. obtusatum, Arum cylindraceum, Euphorbia coralloides, Lathyrus digitatus, Lathyrus jordanii, Malus fiorentina e conservazionistico quali Galanthus nivalis e Ruscus aculeatus (Allegato V - Dir. Habitat 92/43/CEE).
Sul rilievo Il Ciglio sono presenti numerosi nuclei di Dianthus vulturius s.l. paleo endemismo di notevole interesse botanico e specie protetta anche a livello regionale dal D.R. n. 55 del 18 MARZO 2005 insieme ad Acer cappadocicum subsp. Lobelii, Arum cylindraceum, Ilex aquifolium, Lilium bulbiferum ssp. croceum, Narcissus poeticus, Narcissus tazetta, Peonia mascula, Quercus petraea, e tutte le Orchidaceae.
E' stata rilevata la presenza di comunità ornitiche tipicamente forestali-appenniniche con particolare riferimento alle specie subendemiche di picidi (Dendrocopos medium, D. major. D. minor) e rapaci come Milvus milvus. La presenza di Ficedula albicollis di cui se ne constata una sensibile diminuzione in Italia a causa dell'utilizzo di insetticidi e dell'uccellagione, per altro citata nell'Allegato I della Direttiva 79/409/CEE e della Direttiva 2009/147/CE e nella lista IUCN 2010, attesta l'elevato grado di interesse dell'area.
Tra gli anfibi si segnala la presenza della Salamandrina terdigitata, entità monotipica, endemica dell'Appennino italiano, inclusa tra le specie vulnerabili dall'IUCN, negli Allegati II e IV della Direttiva 92/43/CEE, nell'Allegato II della Convenzione di Berna e nella Lista Rossa degli Anfibi italiani e della Rana italica, endemica della penisola italiana, inclusa nell'Allegato IV della Direttiva 92/43/CEE e nell'Allegato III della Convenzione di Berna. Pur non essendo in immediato pericolo, è specie molto specializzata, sensibile alla perdita di qualità delle acque ed è, quindi, un ottimo bioindicatore.
Tra i rettili la presenza di Elaphe quatuorlineata, specie poco comune in Italia ed in regressione in tutto l'areale europeo, inclusa negli Allegati II e IV della Direttiva 92/43/CEE e nell'Allegato II della Convenzione di Berna, testimonia l'importanza del sito.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.