🏞️ L'ambiente
Il Sic-Zps Bosco Cupolicchio è un territorio a morfologia collinare/montuosa situato nell'Appennino Lucano centrale e dominato, nella sua parte meridionale, dal Monte Cupolicchio (1097 m s.l.m.). Il complesso dei rilievi è formato da successioni sedimentarie cretacico-mioceniche del bacino paleogeografico Lagonegrese-Molisano. Sono presenti le litofacies marnoso-arenacee del Flysch Rosso e quelle argilloso-marnoso delle Argille Variegate, che affiorano dando origine ad alcune formazioni calanchive nell'area settentrionale del Sito.
E' caratterizzato da un bioclima mesomediterraneo pluvistagionale oceanico secondo RIVAZ MARTINEZ et al. (2004).
L'Habitat 91M0: Foreste Pannonico-Balcaniche di cerro e rovere sostituisce l'Habitat 9280: Boschi di Quercus Frainetto, così come indicato nel Manuale Italiano di Interpretazione degli Habitat Italiani (2009). In effetti, nel Sito non è presente Fagus sylvatica L., specie caratterizzante l'habitat 9280 secondo il Manuale di Interpretazione degli Habitat dell' Unione Europea EUR27.
⭐ Perché è importante
Il sito è caratterizzato da un'interessante cenosi forestale rappresentata da un querceto misto meso-termofilo a prevalenza di cerro (Quercus cerris L.) a cui si associa il farnetto (Q. frainetto Ten.) e, più raramente, la roverella (Q. virgiliana Ten., Q. pubescens Willd. s.l.) riferibile all'associazione vegetazionale del Lathyro digitati-Quercetum cerridis Bonin & Gamisans 1976. Il farnetto diventa la specie dominante in alcune aree della foresta. Il soprassuolo forestale è costituito principalmente da fustaie monostratificate coetaniformi, ma sono presenti anche cedui invecchiati. Sono presenti lembi di foresta vetusta con individui di grandi dimensioni, alberi deperienti ed abbondante necromassa. Il sottobosco è ricco di specie nemorali, indice di alto grado di biodiversità e di un buono stato conservativo della fitocenosi boschiva. Rilevante è la presenza nel sito di habitat caratteristici di ambienti umidi che si rinvengono in fossi, stagni e acquitrini stagionali, ma anche fontanili e vasche con interessanti comunità floro-faunistiche. Tali habitat, (3140: Acque oligomesotrofiche con vegetazione di Chara spp.; 3260: Fiumi delle pianure e montani del Ranunculion fluitantis e Callitricho-Batrachion; 6420: Praterie umide mediterranee con piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion), sono molto interessanti dal punto di vista ecologico e biogeografico e si rinvengono su piccole superfici ai margini o all'interno della foresta, con una estensione minore dell'1% rispetto all'intera superficie del Sic. Le aree umide più rappresentative sono localizzate in pianori sul Monte Cupolicchio (Lago di S. Vitale, 1064 m s.l.m) e in località Serra dei Palmenti (tra 800-900 m s.l.m.), nella parte meridionale del Sito. Nella parte settentrionale del Sito, in un'area caratterizzata dalla presenza di colture cerealicole di tipo estensivo, si riscontra la presenza dell'habitat 62A0: Formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale (Scorzoneratalia villosae), che si estende su piccoli lembi a mosaico con le aree coltivate, di notevole importanza per la presenza di Stipa austrotirrenica Martinovský subsp. austrotirrenica, specie rara, oltre che endemica, riportata nell'Allegato II della Dir. Habitat.
Le specie rare nel territorio nazionale (PIGNATTI, 1982) e/o di particolare interesse biogeografico sono riportate tra le specie importanti di flora con motivazione D. Fra esse, Arum cylindraceum, Fraxinus angustifolia subsp. oxycarpa, Ilex aquifolium, Lilium bulbiferum subsp. croceum, Narcissus poeticus (= Narcissus radiflorus), Paeonia mascula, Quercus virgiliana e le Orchidaceae sono anche specie protette a livello regionale (DPGR 55/2005).
Per quanto riguarda la componente faunistica, nel territorio del Sic è presente un buon numero di specie le cui popolazioni sono ritenute, a vario titolo, minacciate in ambito CEE. Le specie più meritevoli di nota per il territorio del Sic sono:
Lullula arborea, specie, dalle abitudini ecotonali, che appare legata alla presenza di aree coltivate, prati, cespugli, affiancati da boschi o altre formazioni con vegetazione arborea. La popolazione europea mostra chiari sintomi di declino e di contrazione dell'areale. In Basilicata evita gli ambienti più aridi mentre appare abbastanza comune nelle aree collinari.
Ficedula albicollis, specie forestale migratrice, nidificante, a distribuzione esclusivamente europea; la generale rarità della specie e la riduzione di alcune popolazioni (soprattutto in Nord Italia) determinano un quadro poco positivo. In Basilicata è presente in molti boschi, in particolare quelli maturi.
Si ritiene probabile la presenza di Canis lupus nel sito, date l'individuazione di impronte compatibili, ma dubbie, nel periodo invernale e le segnalazioni degli allevatori locali
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.