🏞️ L'ambiente
Tratto del fiume Basento con buona copertura vegetale ricca di elementi arborei ed arbustivi igrofili in alveo e di elementi erbacei substeppici, tipici delle argille, sui versanti.
Il bosco ripariale si colloca a breve distanza da un'area calanchiva di grande effetto scenografico e paesaggistico.
Rispetto al Formulario Standard aggiornato al 2004, gli habitat presenti nel sito risultano essere in parte diversi per numero, tipologia e percentuale di copertura.
In particolare, risultano i seguenti cambiamenti:
- l'Habitat 92A0: Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba, nuovo per il sito, era considerato incluso nell'Habitat 3280: Fiumi mediterranei a flusso permanente con vegetazione dell'alleanza Paspalo-Agrostidion e con filari ripari di Salix e Populus alba. Nella fase attuale di aggiornamento (2010) si ritiene di separare i due Habitat perché si intende sottolineare il valore dell'Habitat 92A0 che si presenta con caratteristiche di formazione boschiva "vetusta", chiusa e ben conservata.
- nell'Habitat 6220*: Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea, invece, erano incluse erroneamente anche le superficie occupate dalle aree agricole. La percentuale di copertura dell'habitat per il sito è in realtà inferiore a quella valutata precedentemente.
- gran parte della superficie del Sito che era considerata Habitat 1430: Praterie e fruticeti alonitrofili (Pegano-Salsoletea), viene ora inclusa nell'habitat 6220*. L'Habitat 1430, infatti, si rinviene a mosaico con l'habitat 6220* solo alla base delle formazioni calanchive, in condizioni edafiche di spiccata alofilia e ne risulta che la sua estensione in percentuale rispetto alla superficie dell'intero Sito risulta minore.
Nel sito sono presenti, inoltre, habitat non segnalati nel precedente formulario:
5330: Arbusteti termo mediterranei e predesertici
3250: Fiumi mediterranei a flusso permanente con Glaucium flavum;
92D0: Gallerie e forteti ripari meridionali (Nerio-Tamaricetea e Securinegion tinctoriae).
All'interno del sito il 14% del territorio è utilizzato per colture, indicate nel 4.1, come 'altri terreni agricoli'; un sistema di irrigazione con canalizzazione ormai stabilizzato nel tempo garantisce discrete produzioni. Questo tipo di gestione, anche se di tipo intensivo, può essere definito familiare o locale, gli appezzamenti sono piccoli e ogni proprietario coltiva il proprio podere misto di colture erbacee ed arboree. Questi orti sono noti nella zona come "giardini di Grassano".
⭐ Perché è importante
Il bosco ripariale, oggi ridotto ad un esiguo lembo rispetto alla ben più ampia estensione del passato, presenta uno stato di conservazione discreto; la buona copertura vegetale ricca di elementi igrofili in alveo, la presenza sui versanti di calanchi e di lembi di macchia, l'esistenza di colture ben gestite, costituiscono un interessante e diversificato mosaico ambientale che rende l'area idonea alla presenza di una ricca componente faunistica.
Si è accertata la presenza di 19 specie di Uccelli inserite nell'allegato I della Direttiva 91/244/CEE (che modifica la direttiva 79/409/CEE. Il numero di specie monitorate nel sito è elevato grazie alla coesistenza in un'area limitata di tessere ambientali eterogenee: gli habitat con aree aperte e cespugliate rivestono notevole importanza trofica per specie al vertice della catena alimentare come Milvus milvus, Milvus migrans e i Lanidae; gli habitat agricoli sono fondamentali quali aree rifugio-alimentazione per diversi passeriformi; l'habitat acquatico è caratterizzato da comunità faunistiche legate all'acqua; l'habitat calanchivo è colonizzato da specie legate ad ambienti aridi e soleggiati come il passero solitario (Monticola solitarius) e la ghiandaia marina (Garrulus glandarius).
In particolare si segnala la presenza di: Cicogna nera (Ciconia nigra) la cui popolazione italiana riveste particolare interesse biogeografico, in quanto posta a metà tra popolazioni disgiunte (quella iberica e quella europea centro-orientale); tre specie di Lanidae (Lanius minor, Lanius collurio e Lanius senator) nidificanti nel sito, tutte con sfavorevole stato di conservazione a livello europeo; esse frequentano ambienti aperti, con alberi o cespugli sparsi, spesso anche ai margini di aree coltivate dove non siano state eliminate le siepi di confine.
Frequentano l'area la Lontra (Lutra lutra), la Testuggine d'acqua (Emys orbicularis) e la Testuggine comune (Testudo hermanni), specie elencate nell'Allegato II della Direttiva 92/43/CEE.
La specie ittica Alburnus albidus, presente nel precedente Formulario, non è stata rinvenuta nel sito; la specie non risulta comunque elencata, per il tratto di fiume Basento incluso nel SIC, nella Carta Ittica Regionale elaborata dal Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata. La specie Dendrocopos medius, in elenco nel precedente formulario, non è stata rinvenuta nel sito ma si ritiene che l'ambiente non sia idoneo per la presenza di tale specie
Per quanto riguarda gli aspetti floristico-vegetazionali, nel Sito si rinviene la presenza di specie endemiche, protette e caratteristiche di associazioni vegetazionali peculiari per il territorio dell'Italia meridionale, quali Camphorosmo-Lygeetum sparti BRULLO, DE MARCO & SIGNORELLO 1990, Camphorosmo monspeliacae-Atriplicetum halimi BIONDI, BALELLI, TAFFETANI 1992, tipica delle aree calanchive lucane, Artemisio-Helichrysetum italici BRULLO & SPAMPINATO 1991, tipica delle alluvioni ciottolose delle fiumare. Ben rappresentati sono i saliceti del Salicetum incano-purpureae Sillinger 1933 ed i pioppeti riferibili all'alleanza del Populion albae BR.-BL. ex TCHOUL 1948.
Le specie importanti di flora, inserite in elenco con motivazione D, sono specie di particolare valore biogeografico, vulnerabili o rare per il territorio italiano (PIGNATTI, 1982), caratteristiche degli ambienti ripariali (Alisma plantago-aquatica, Alnus glutinosa, Cyperus fuscus, Fraxinus angustifolia subsp. oxycarpa, Populus canescens, Potamogeton natans, Salix sp., Tamarix sp., Vitis vinifera subsp. sylvestris), delle praterie xerofile (Cardopatum corymbosum, Catananche lutea, Lygeum spartum, Mantisalca duriaei, Scorzonera laciniata), e alofile (Atriplex halimus, Camphorosma monspeliaca) delle formazioni calanchive e della macchia mediterranea (Cercis siliquastrum subsp. siliquastrum, Juniperus oxycedrus subsp. oxycedrus).
Fraxinus angustifolia subsp. oxycarpa è, inoltre, specie protetta a livello regionale con DPGR 55/2005 - Art. 3.
Adonis microcarpa subsp. microcarpa è una specie in rarefazione, infestante delle colture di cereali, molto vulnerabile a motivo del progressivo abbandono delle pratiche di agricoltura tradizionale.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.