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🦋 Foresta Gallipoli - Cognato

Zona speciale di conservazione e di protezione per gli uccelli (ZSC/ZPS) · Basilicata · 4.289 ettari · Rete Natura 2000, codice IT9220130
Il cerchio indica la superficie in modo approssimativo, attorno al punto centrale dell'area: i confini reali sono nella scheda ufficiale.

In breve

  • 🏷️ Zona speciale di conservazione e di protezione per gli uccelli (ZSC/ZPS)
  • 📐 Superficie: 4.289 ettari
  • 📍 Basilicata, vicino a Oliveto Lucano (MT)
  • 🔬 38 specie censite

🏞️ L'ambiente

Il sito comprende gran parte della Foresta di Gallipoli Cognato, la più estesa delle foreste demaniali della Basilicata. Si estende a nord-ovest fino a comprendere un tratto del fiume Basento, mentre a sud-est il confine si spinge fino al torrente Salandrella. Il limite sud-occidentale segue il crinale di Costa La Rossa che digrada ripidamente nella Valle della Rossa. Il territorio comprende i rilievi di M.te La Croccia (1151 m s.l.m.), M.te Malerba (1093 m s.l.m.) e numerosi valloni che si sviluppano da nord-ovest a sud-est. I terreni affioranti nel SIC sono identificati come: Argille Varicolori Auct. databili dal Cretaceo - Miocene (Boenzi et al., 1971); Flysch Rosso (Pescatore & Tramutoli, 1980) del Cretaceo superiore -Miocene inferiore; Flysch Numidico (Ogniben, 1969) di età Aquitaniano - Burdigaliano; Flysch di Gorgoglione (Selli, 1962; Ciaranfi, 1972) datato al Langhiano medio-Tortoniano inferiore (Boenzi & Ciaranfi, 1970); Formazione di Serra Palazzo (Selli, 1962) di età Elveziano-Langhiano e i terreni Plio-pleistocenici (Boenzi et al., 1968; Caldara et al., 1993), in accordo con quanto riportato nella Carta Geologica D'Italia 1:100.000 Foglio 200 - Tricarico (Boenzi et al., 1971). L'area è quasi interamente boscata, prevalgono le cerrete e i consorzi misti di cerro, rovere meridionale e roverella. Nei valloni umidi la componente forestale si arricchisce di frassino, nocciolo, tiglio e varie specie di aceri.

⭐ Perché è importante

Il bosco di Gallipoli-Cognato è un sito di rilevante interesse paesaggistico e naturalistico, quasi interamente ricoperto da foreste decidue. Si tratta in gran parte di querceti caducifogli dominati dal cerro (Quercus cerris), a cui si possono trovare associati il farnetto (Q. frainetto), la roverella (Q. pubescens s.l.), la rovere (Q. petraea). Questi boschi sono in gran parte riferibili all?habitat 91M0 Foreste Pannonico-Balcaniche di cerro e rovere. Dal punto di vista fitosociologico nell?ambito di queste formazioni forestali si possono ulteriormente distinguere diverse associazioni vegetali come il Physospermo verticillati-Quercetum cerridis, caratterizzata da specie quali Helleborus foetidus, Cornus mas, Vinca major e Vicia grandiflora che è la tipologia più rappresentata. Lungo le linee d?impluvio e su suoli più umidi si rinvengono aspetti di cerreta caratterizzata dalla presenza abbondante di Fraxinus oxycarpa e con un ricco strato erbaceo con un?abbondante fioritura di Ranunculus velutinus. Un?altra variante interessante della cerreta tipica è quella caratterizzata dalla presenza di Quercus frainetto, che in alcune stazioni tende a diventare codominante insieme al cerro. In condizioni più termofile e su superfici più drenate prevale il bosco sempreverde caratterizzato dalla dominanza del leccio (habitat 9340 Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia). Le leccete più estese ricadono ai margini del sic, in particolare lungo il versante sud-occidentale di Costa la Rossa. Sempre a bassa quota si rinvengono boschi a roverella (Q. pubescens) quasi sempre mista al cerro e/o al leccio, riconducibili al Centaureo-Quercetum pubescentis (Zanotti et al., 1993). Queste formazioni possono essere inquadrate nell?habitat 91AA* Boschi orientali di quercia bianca, a cui sono stati recentemente riferiti i boschi di roverella dell?Italia peninsulare secondo il manuale italiano d?interpretazione degli habitat d?interesse comunitario. Lungo i versanti più accidentati il querceto si arricchisce di elementi tipici delle forre umide come Tilia platyphyllos, Corylus avellana, Acer sp. pl., Ostrya carpinifolia. Si rinvengono lembi di bosco ripariale lungo il margine del sito che costeggia il Fiume Basento, si tratta di formazioni caratterizzate da specie igrofile quali Populus nigra, Populus canescens, Alnus glutinosa, Salix sp. pl. (92A0). Importante significato ecologico assumono le piccole pozze artificiali utilizzate per il bestiame, in alcuni casi le sponde si sono naturalizzate e sono colonizzate da specie acquatiche quali Potamogeton nodosus, Lemna minor, Alisma plantago-aquatica, Ranunculus sp. pl., ecc. L?habitat 9210*, precedentemente segnalato, è da escludersi in quanto indica le faggete a Ilex e Taxus del sud Italia, non presenti nel sito in questione. L?habitat 6310 Dehesas con Quercus spp. sempreverde si ritiene escluderlo in quanto nell?area non sono presenti pascoli alberati con querce sempreverdi, ma piuttosto boschi (querceti sempreverdi e decidui) sempre con elevate coperture dello strato arboreo in cui viene praticato il pascolo, con conseguente impoverimento dello strato arbustivo. L?habitat 9280 Boschi di Quercus frainetto è, secondo il nuovo Manuale Italiano degli Habitat, da attribuire a faggete con presenza di Q. frainetto, tipologia piuttosto rara in Italia e non presente nel sito in questione, mentre i boschi di farnetto dell?Appennino meridionale sono da attribuire all?habitat 91M0, insieme alle cerrete con cui in genere formano consorzi misti. Nel SIC sono state individuate 19 specie faunistiche di interesse comunitario; di queste, 12 specie di Uccelli risultano inserite nell?All. I della dir. 79/409 CEE, 2 specie di Mammiferi, 2 di Rettili e 3 di Anfibi sono inserite nell?All. II della Dir. 92/43 CEE mentre ulteriori 2 specie di Anfibi e 1 di Rettili risultano nell?All. IV della Dir. 92/43/CEE. A testimonianza della relativa integrità delle cerrete ivi presenti e della molteplicità di nicchie ecologiche rappresentate, si sottolinea la simpatria di 4 specie di Picidi in un territorio tutto sommato relativamente ristretto (esteso per meno di 600 ha): Picchio verde (Picus viridis), Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major), Picchio rosso mezzano (Dendrocopos medius), Picchio rosso minore (Dendrocopos minor). Di particolare interesse risultano le elevate densità con cui è stato rilevato il Picchio rosso mezzano, specie molto rara e localizzata in Italia, e in declino su scala europea. La comunità ornitica si caratterizza per una notevole densità delle specie più spiccatamente forestali e legate alla presenza di cavità e crepe nei tronchi. Abbondanze elevate sono state infatti osservate, ad esempio, per il Picchio muratore (Sitta europaea) e per il Rampichino comune (Certhia brachydactyla), entrambi considerati dei buoni indicatori della complessità forestale (Gregory et alii, 2004). La nidificazione, inoltre, di specie localizzate sul territorio regionale, come il Codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus), il Tordo bottaccio (Turdus philomelos) e il Frosone (Coccothraustes coccothraustes), avvalorano ulteriormente l?importanza di tale biotopo nel panorama ornitologico regionale. Di rilievo anche la nidificazione di una coppia di Falco Pecchiaiolo (Pernis apivorus), specie rara e localizzata in Italia meridionale (Brichetti & Fracasso, 2003). Inoltre si sottolinea la nidificazione di diverse coppie di Nibbio reale (Milvus milvus) e di Nibbio bruno (Milvus migrans), entrambe presenti con elevate densità. Di notevole interesse anche la nidificazione dell?Astore (Accipiter gentilis), specie rara e localizzata in Italia meridionale (Brichetti & Fracasso, 2003). La componente erpetologica è rappresentata da alcune specie inserite in direttiva ?Habitat? nell?allegato IV, come il Tritone italiano (Lissotriton italicus), la Rana appenninica (Rana italica) e il Saettone occhirossi (Zamenis lineatus). Tuttavia, sono state rinvenute anche tre specie nell?All. II della Dir. Habitat, vale a dire Cervone (Elaphe quatuorlineata), Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata) e Tritone crestato italiano (Triturus carnifex). E? plausibile che queste ultime due specie siano più diffuse all?interno del SIC di quanto fin ora accertato, dunque si suggerisce l?opportunità di condurre indagini ad hoc, per stabilire l?esatta distribuzione delle specie sul territorio, al fine di meglio orientare i futuri piani di gestione. Alcune specie precedentemente segnalate nel formulario non sono state osservate durante la presente campagna di rilevamento. Nel dettaglio si espongono di seguito le considerazioni specie-specifiche: Bubo bubo. Specie NON rilevata. Si ritiene la sua presenza comunque probabile, anche se il gufo reale nidifica quasi esclusivamente su pareti inaccessibili, vista la vicinanza geografica di zone di nidificazione. Si propone di INCLUDERE la specie nel formulario ufficiale con consistenza di popolazione ignota avvalendosi del codice generico di presenza (P). Lutra lutra. Specie NON rilevata. Si ritiene altamente probabile la frequentazione del SIC da parte della specie, almeno lungo il Fiume Basento in località ?Ponte della Vecchia?, dal momento che è la sua presenza nel bacino del Basento è ampiamento nota e definita come una delle popolazioni più importante d?Italia (Panzacchi et alii, 2010; Prigioni, 1997). E? possibile che la sua presenza sia sfuggita al rilevamento fin ora condotto. Si propone di INCLUDERE la specie nel formulario ufficiale con consistenza di popolazione ignota avvalendosi del codice generico di presenza (P). Bombina pachypus. Specie NON rilevata. Si ritiene possibile la sua presenza, soprattutto in virtù dei diversi siti potenzialmente idonei rinvenuti (cibbie, fontanili, abbeveratoi). Sono state raccolte, inoltre, testimonianze ritenute attendibili circa osservazione della specie in anni passati. E? possibile che l?Ululone sia sfuggito al rilevamento condotto fin ora, ci si riserva di confermarne la presenza nei prossimi mesi. Si propone di INCLUDERE la specie nel formulario ufficiale con consistenza di popolazione ignota avvalendosi del codice generico di presenza (P). Emys orbicularis. Specie NON rilevata. Si ritiene possibile la sua presenza, soprattutto in virtù dei diversi siti potenzialmente idonei rinvenuti (pozze per l?abbeverata, acquitrini lungo il Basento). Sono state raccolte, inoltre, testimonianze ritenute attendibili circa osservazione della specie in anni passati. E? possibile che la Testuggine palustre sia sfuggita al rilevamento condotto fin ora, ci si riserva di confermarne la presenza nei prossimi mesi. Si propone di INCLUDERE la specie nel formulario ufficiale con consistenza di popolazione ignota avvalendosi del codice generico di presenza (P).

🔬 Specie censite

📷 Specie in foto

Foto in pubblico dominio o CC0 da Wikimedia Commons; autore e licenza sotto ogni immagine.

Nomi scientifici dal formulario standard Natura 2000, nomi italiani e classificazione da Wikidata. Clicca su un nome per la scheda della specie: descrizione, foto e aree protette in cui vive.

🐦 Uccelli (1)
Ordine Lamiales · 1
🦌 Mammiferi (5)
Ordine Artiodactyla · 1
  • Sus scrofa (Cinghiale) · Suidae
    convenzioni internazionali
Ordine Carnivora (carnivori) · 4
  • Vulpes vulpes (Volpe rossa) · Canidae
    convenzioni internazionali
  • Felis silvestris (Gatto selvatico) · Felidae
    Direttiva Habitat (all. IV)
  • Martes foina (Faina) · Mustelidae
    convenzioni internazionali
  • Meles meles (Tasso comune) · Mustelidae
    convenzioni internazionali
🦎 Rettili (6)
Ordine Squamata · 6
🐸 Anfibi (4)
Ordine Anura · 1
Ordine Urodela · 2
Altre specie · 1
🌱 Piante (22)
Ordine Apiales · 1
Ordine Aquifoliales · 1
Ordine Asparagales · 7
Ordine Caryophyllales · 1
Ordine Dipsacales · 1
Ordine Lamiales · 1
Ordine Malpighiales · 1
Ordine Ranunculales · 1
Ordine Rosales · 1
Ordine Sapindales · 1
Ordine Saxifragales · 1
Ordine Solanales · 1
Altre specie · 4

🏘️ Comuni vicini

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.