🏞️ L'ambiente
Il SIC è situato nel comune di Ruoti tra la S.P 7 e il bivio per il comune di Avigliano. Ha una estensione di circa 162 ha e una altitudine compresa fra 841 e 1055 m slm. L'esposizione prevalente è nord-ovest con una pendenza dei versanti variabile. I suoli sono mediamente profondi dotati di abbondante sostanza organica. Dal punto di vista pedologico il sito è costituito da un complesso calcareo marnoso-arenaceo dell'oligocene. Microclimi favorevoli determinano una buona disponibilità idrica a livello edafico e dell'atmosfera. L'Abetina di Ruoti è un bosco che, fino agli anni '30 veniva descritto dal Gavioli (1934) come "un bosco quasi puro di Abies alba, ricco di magnifici e colossali esemplari". Le successive utilizzazioni hanno determinato la riduzione delle aree con presenza di abete bianco e una maggiore presenza del cerro. Il sottobosco è ricco di specie arbustive ed erbacee fra le quali anche specie rare ed endemiche
⭐ Perché è importante
Già nel 1971 la Società Italiana di Botanica (SBI) censì l'abetina di Ruoti come biotopo di rilevante interesse vegetazionale e conservazionistico per la presenza nell'area di nuclei di abete bianco autoctono. L'importanza del sito è, ancora oggi, dovuta alla presenza di popolazioni relitte di abete bianco di notevole importanza sul piano della conservazione del germoplasma. Particolarità del sito è che l'abete bianco vegeta in cenosi miste con il cerro, mentre risulta rara la presenza del faggio. Già in documenti del 1848 si sottolineava la rarefazione del faggio che, nel corso dei rilievi, è stato riscontrato in una sola stazione. L'abete bianco è diffuso in quasi tutta l'area SIC con esemplari isolati anche di notevoli dimensioni e/o biogruppi stratificati e presenta un buon grado di rinnovazione naturale. Rinnovazione che andrebbe però favorita con opportuni interventi selvicolturali. Dal punto di vista floristico nel SIC si segnala la presenza di taxa di notevole interesse conservazionistico e biogeografico con specie endemiche (motivazione B) come: Acer neapolitanum Ten., Euphorbia corallioides L., Linaria purpurea (L.) Mill., Pulmonaria apennina Cristof. et Puppi, Salix apennina A. K. Skvortsov, Teucrium siculum (Raf.) Guss., Tragopogon eriospermus Ten. Da evidenziare ancora la presenza di specie protette a livello internazionale (motivazione C), riportate in CITES o nell'allegato V della Dir. 92/43 CEE, rappresentate da diverse Orchidaceae come: Anacamptis pyramidalis (L.) Rich., Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce, Dactylorhiza maculata (L.) Soó, Neottia nidus-avis (L.) Rich., Ophrys fusca Link, Orchis mascula (L.) L., Orchis purpurea Huds., Platanthera bifolia (L.) Rchb., Serapias vomeracea (Burm. fil.) Briq. nonché da Cyclamen hederifolium Aiton, Galanthus nivalis L. Ruscus aculeatus L. Le specie protette a livello regionale (DPGR 55/2005) (motivazione D) sono tutte le orchidee, insieme con Abies alba Mill., anche citato nelle Liste regionali, oltre a: Ilex aquifolium L., Lilium bulbiferum L. subsp. croceum (Chaix) Jan, Tilia platyphyllos Scop. Ulmus glabra Huds. Il SIC infine vanta la presenza di un notevole novero di specie rare e/o significative ai fini della caratterizzazione degli habitat (motivazione D) come: Acer pseudoplatanus L., Arum maculatum L., Crataegus laevigata (Poir.) DC. Euonymus verrucosus Scop., Iris lorea Janka, Lonicera caprifolium L., Physospermum verticillatum (Waldst. et Kit.) Vis., Ranunculus millefoliatus Vahl, Rumex sanguineus L., Salix apennina A. K. Skvortsov, Silene italica (L.) Pers., Stachys heraclea All., Stachys sylvatica L.
La fauna presente è quella tipica delle piccole formazioni forestali con poche specie strettamente legate alle cenosi boschive. Spicca comunque la presenza in sintopia di Lissotriton italicus, di Bombina pachypus, di Salamandrina terdigitata, di Rana italica e Rana dalmatina. La buona disponibilità di acqua e di prede determina anche la presenza di Natrix natrix.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.