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🦋 Parco Naturale dello Sciliar - Catinaccio

Zona speciale di conservazione e di protezione per gli uccelli (ZSC/ZPS) · Provincia Autonoma Bolzano · 7.292 ettari · Rete Natura 2000, codice IT3110029
Il cerchio indica la superficie in modo approssimativo, attorno al punto centrale dell'area: i confini reali sono nella scheda ufficiale.

In breve

  • 🏷️ Zona speciale di conservazione e di protezione per gli uccelli (ZSC/ZPS)
  • 📐 Superficie: 7.292 ettari
  • 📍 Provincia Autonoma Bolzano, vicino a Tires (BZ)
  • 🔬 132 specie censite

🏞️ L'ambiente

Il Parco Naturale dello Scilliar è cronologicamente il primo parco dell'Alto Adige (istituito nel 1974). Oltre al massiccio dello Sciliar, una parte dell'Alpe di Siusi ed al Catinaccio, questo territorio comprende i boschi alpini intorno a Tires, Fiè e Siusi. Il contrasto di colori dello Sciliar (2563 m) e del Sassolungo che varia dal verde scuro dei boschi al verde chiaro del tappeto erboso, dal bianco al rosa luminoso delle rocce, conferisce a questo territorio un carattere paesaggistico senza eguali. La base geologica del sito è formata da porfidi quarziferi cui si sovrappongono le Arenarie di Val Gardena. Gli elementi più caratteristici del paesaggio sono però le montagne calcaree e dolomitiche che si originano da antiche scogliere marine. Sull'Alpe di Siusi si trovano tufi e lave vulcaniche che ricordano impressionanti attività vulcaniche sottomarine. Queste vulcaniti poco resistenti alla disgregazione, determinano la fertilità delle praterie di questa zona. L'alto contenuto di argille permette inoltre il ristagno dell'acqua e quindi l'esistenza di numerose zone umide e ruscelli. Notevoli sono anche altre biocenosi come p.e. i boschi di pino silvestre su fondo arido, i boschi di abete rosso ai piedi dello Sciliar e i mugheti accompagnati da Rhododendrum hirsutum alternati ad ampi ghiaioni, sui pendii settentrionali. Sino al Medioevo, tutta l'Alpe era ricoperta di boschi (abete rosso, larice, abete bianco, pino cembro). Ancora oggi gli estesi boschi di abeti rossi ai piedi dello Sciliar, le fitte formazioni di pino mugo nella parte settentrionale e i boschi di pino silvestre nei luoghi più aridi, ricordano l'antica ricchezza di boschi di questa zona. La popolazione di allora ha sottratto all'Alpe, mediante la pratica degli incendi, terreni per prati, pascoli per l'agricoltura. Il massiccio dello Sciliar ha contrastato la forza dell'ultima glaciazione e in ampie aree è rimasto libero dal ghiaccio. Lungo i fianchi meridionali esposti al sole si trovavano quindi numerose specie di piante che sono state in grado di sopravvivere a condizioni estremi. Tra queste specie relitte (endemismi) troviamo il raponzolo chiomoso, la potentilla persicina, la bonarota comune, l'aquilegia di Einsele, l'asplenio delle Dolomiti e il papavero alpino. Gli estesi tappeti erbosi dello Sciliar sono ricchi di specie vegetali di origine e provenienza diverse. Specie originarie dell'Europa meridionale e occidentale si mescolano con specie orientalipannoniche o altre tipicamente nordiche. Nelle zone limitrofe dell'Alpe di Siusi, verso lo Sciliar e il Gruppo del Sassolungo, si trovano dei prati estremamente ricchi di fiori.

⭐ Perché è importante

Il sito comprende anche una parte dell'Alpe di Siusi, l'alpe più grande d'Europa. Reperti preistorici di grande valore scientifico presenti nell'area testimoniano la colonizzazione di migliaia di anni fa. Le praterie fertili e ricche d?acqua dell'alpe presentano numerose zone umide e specie vegetali molto rare. Nel sito si sovrappongono i limiti d'estensione di piante endemiche delle Alpi Occidentali ed Orientali. Notevole è soprattutto la presenza della Campanula morettiana, una specie endemica che cresce soltanto nelle fessure calcaree di una ristretta zona delle Dolomiti. Inoltre sono presenti specie endemiche delle Alpi Sudorientali quali Physoplexis comosa, Potentilla nitida e Paederota bonarota e gli endemismi Aquilegia einseleana e Papaver rhaeticum. Le specie indicate nell'allegato I della Direttiva «Uccelli» come i tetraonidi, rapaci diurni e notturni, anfibi e rettili hanno trovato in questo sito ambienti adatti alla loro riproduzione. Inoltre i sedimenti marini contengono numerosi fossili di grande importanza scientifica.

🔬 Specie censite

📷 Specie in foto

Foto in pubblico dominio o CC0 da Wikimedia Commons; autore e licenza sotto ogni immagine.

Nomi scientifici dal formulario standard Natura 2000, nomi italiani e classificazione da Wikidata. Clicca su un nome per la scheda della specie: descrizione, foto e aree protette in cui vive.

🐦 Uccelli (37)
Ordine Accipitriformes · 4
Ordine Apodiformes · 1
Ordine Caprimulgiformes · 1
Ordine Charadriiformes · 2
Ordine Falconiformes · 2
Ordine Pangalliformes · 6
Ordine Passeriformes (passeriformi) · 16
Ordine Piciformes · 3
Ordine Strigiformes · 2
🦌 Mammiferi (3)
Ordine Artiodactyla · 1
Ordine Chiroptera · 1
Ordine Lagomorpha · 1
  • Lepus timidus (Lepre variabile) · Leporidae
    Direttiva Habitat (all. V)
🦎 Rettili (4)
Ordine Squamata · 4
🐸 Anfibi (3)
Ordine Anura · 3
🦋 Invertebrati (4)
Ordine Stylommatophora · 3
Altre specie · 1
🌱 Piante (81)
Ordine Alismatales · 1
Ordine Apiales · 1
Ordine Asparagales · 11
Ordine Asterales · 9
Ordine Brassicales · 2
Ordine Buxbaumiales · 1
Ordine Caryophyllales · 4
Ordine Ericales · 2
Ordine Fabales · 2
Ordine Gentianales · 5
Ordine Lamiales · 5
Ordine Liliales · 1
Ordine Lycopodiales · 3
Ordine Malpighiales · 1
Ordine Marchantiales · 1
Ordine Nymphaeales · 1
Ordine Pandanales · 1
Ordine Poales · 20
Ordine Polypodiales · 1
Ordine Ranunculales · 2
Ordine Rosales · 2
Ordine Saxifragales · 2
Altre specie · 3

🏘️ Comuni vicini

🌿 Altre aree protette vicine

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.